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Domenica 4 Dicembre 2016, San Giovanni Damasceno
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Castel Sismondo

Rimini / Italia
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Castel Sismondo - detto anche Rocca Malatestiana - fu costruito da Sigismondo Pandolfo Malatesta per resistere alla forza dei cannoni, come degna sede per la corte e per la guarnigione e come segno di potere e di supremazia sulla città. I lavori per la costruzione della residenza-fortezza iniziarono nel 1437 e si protrassero per circa 15 anni: in ogni caso, il Castello fu abitato dal 1446. Come architetto dell'opera fu celebrato dagli scrittori di corte lo stesso Sigismondo, che infatti se ne attribuisce la paternità nelle grandi epigrafi marmoree murate nell'edificio. Se per architetto intendiamo l'ispiratore, l'ideatore, il coordinatore, cioè un committente con esigenze e idee ben precise, allora possiamo accettare questa attribuzione. In ogni caso egli si è servito dell'opera di diversi professionisti e specialisti; si ha notizia di un’importante consulenza eseguita - a lavori da poco iniziati - da Filippo Brunelleschi, che nel 1438 fu a Rimini per un paio di mesi e compì tutta una serie di sopralluoghi alle principali fortezze malatestiane in Romagna e nelle Marche. La demolizione degli edifici - fra il Castello e la piazza comunale - accentuò la posizione dominante del castello: la mole malatestiana primeggiò sulle sedi del potere civile e religioso.
La fortezza era davvero imponente per la possanza di torri e mura munite di scarpate, per l'ampio fossato, per la grandiosità del mastio che - intonacato di bianco - si stagliava contro il rosso della torre d'ingresso. L’apparato difensivo era dotato di bocche da fuoco. I restauri successivi hanno dimostrato che la fortezza inglobava le mura romane con torri, la medievale porta del Gattolo, il nucleo delle case e dei palazzi malatestiani. La parte centrale del castello era adibita ad abitazione del principe. In questo castello Sigismondo morì nel 1468.
Della costruzione originaria, oggi resta soltanto il nucleo centrale, ma l’immagine della struttura primitiva è ben rappresentata nelle medaglie di Sigismondo e nell'affresco di Piero della Francesca nel Tempio Malatestiano . Il portale d'ingresso è tuttora sormontato da un'iscrizione e dallo stemma con l'elefante, la rosa e la scacchiera, simboli dei Malatesta. La costruzione conserva un notevole fascino con le sue poderose muraglie a scarpa, il cui effetto originario doveva essere formidabile. A sinistra e alla destra dello stemma è scritto “Sigismondo Pandolfo” in caratteri gotici, alti e pittoreschi.
Il Castello subì profonde modifiche nel XVII secolo, quando divenne proprietà pontificia: fu abbattuta la cinta muraria, riempito il fossato e la residenza fu svuotata degli antichi arredi. Successivamente, nell’Ottocento, la struttura fu adibita a carcere e tale rimase fino al 1967. Dagli anni ’70, la struttura è interessata da un complesso lavoro di restauro, su progetto dell'architetto C. Tomasini Pietramellara. Oggi è sede prestigiosa di eventi culturali d’alto livello.
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