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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Cinta muraria

Rieti / Italia
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L'immagine di Rieti è inscindibile dal cordone di mura che s’inscrive al suo interno. Visibile per lunghi tratti delle strade cittadine, la cinta difensiva comunica immediatamente la storia della città. Una storia che fino al Seicento, va di pari passo con la preoccupazione di difendersi dalle incursioni nemiche e con la necessità di uno sviluppo urbano lento ma progressivo. E le mura hanno registrato tutto questo, subendo distruzioni, rifacimenti e adattamenti.
Pur con qualche disaccordo fra gli storici, l’impianto delle mura medievali coincide - in linea di massima - con quello dell'antica cinta difensiva romana: questa corrispondeva al perimetro che contorna la collina di "Reate" e che racchiudeva un’area di circa otto ettari.
Della cinta medievale – formata da porte e torri quadrate e semicircolari – sono rimaste interamente conservate la parte settentrionale e orientale, anche perché la presenza del Velino nella parte meridionale e occidentale, rendeva quasi inutili imponenti opere difensive. Si ritiene che i lavori di costruzione siano iniziati nella seconda meta del XIII secolo e siano terminati nei primi anni del XIV.
Naturalmente numerosi furono gli interventi negli anni seguenti, fino alla perdita del loro valore difensivo nell’Ottocento. Le mura con le torri, sia a pianta circolare sia rettangolare, sono costruite per la maggior parte con pietre legate con malta.
Delle numerose porte che l’attraversavano è possibile a tutt’oggi osservare Porta Romana, Porta d’Arci, Porta Conca e lo spazio occupato da Porta Cintia fino alla fine dell’Ottocento. E ancora accessi chiusi, come quello inglobato nel monastero di San Benedetto e la cosiddetta porta murata dove ora sorge la chiesa di San Liberatore.
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