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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Guida Rieti

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Quali sono i posti da visitare a Rieti? Qui puoi trovare una guida di Rieti e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Rieti.
A Rieti, cinta di mura antiche e poderose,
ci fermammo all’ombra della torre,
alta e possente, presso il Duomo.
Sotto le arcate, un fresco ingenuo
mostra Santa Barbara e la Vergine Maria
che tengon sollevata la campana
caduta dalla sommità del campanile.
E dentro brilla la cappella del Fontana
ove troneggia la statua della Santa,
e la cappella con gli affreschi del Romano
e la cripta a tre navate affollata di colonne.
Prima di lasciare la città sabina,
sostammo pochi istanti alla gran pietra
centro del mondo, anzi ombelico,
e alla lapidaria iscrizione in venti lingue.
E nel teatro rinnovato dopo il sisma
ammirammo il grand’affresco del trionfo
di Tito e Vespasiano imperatori,
che col ferro e le legioni avean distrutto
la Città Santa e domato la Giudea.
Da un lato, pensoso e in bianche vesti,
osserva attento l’ebreo Flavio Giuseppe,
che di quei Cesari tramandò le gesta.

(anonimo)

Rieti è capoluogo laziale di provincia e conta circa 48.000 abitanti. La città si trova alle pendici del monte Terminillo, 75 Km a nord-est da Roma, lungo la valle alluvionale creata e incisa dal fiume Velino. In epoca preromana, la zona di Rieti, ossia la Sabina, era malsana e sempre allagata. Le acque del Velino, ricche di sostanze minerali, avevano nel corso dei secoli incrostato le rocce, creando una barriera travertinosa che impediva il deflusso delle stesse a valle. Nel 290 a.C. il console romano Curio Dentato fece eseguire il taglio delle Marmore, consentendo così al fiume di precipitare nel Nera e liberare la pianura di Rieti dalle acque del lacus Velinus.
Rieti rivendica il titolo di “Umbilicus Italiae”, ossia ombelico o centro geografico dell’Italia. La tradizione è antichissima e risale allo scrittore romano Marco Terenzio Varrone (116-27 a. C.).
Fondata presumibilmente prima di Roma su un’antica acropoli, i cui sotterranei veramente suggestivi sono visitabili ancora oggi, poi possedimento romano e successivamente residenza papale, la città conserva un'imponente e monumentale Cinta muraria due-quattrocentesca. Passeggiare tra le strade e le piazze di Rieti vuol dire immergersi nella storia e nell'arte. Il Palazzo Comunale, in piazza Vittorio Emanuele II, fu eretto nel XIII secolo e riedificato nel XVII. La Cattedrale, con il suo campanile romanico e il portico del 1458, conserva opere d'arte mirabili. Notevoli le chiese romaniche di San Domenico eretta nel 1268, e di Sant'Agostino, con lo stupendo chiostro. I palazzi nobiliari impreziosiscono il centro, come il cinquecentesco Palazzo Vecchiarelli opera di Carlo Maderno, o come il Palazzo Vincentini sede della Prefettura, ornato dalla splendida loggia di scuola vignolesca che si affaccia panoramicamente sulla parte bassa del centro storico e sul giardino all'italiana aperto al pubblico.
Uno dei simboli culturali della città è il Teatro Flavio Vespasiano, piccolo gioiello d'acustica la cui cupola è totalmente ricoperta dal dipinto con il trionfo di Vespasiano e Tito dopo la conquista di Gerusalemme.
Le vie del centro ospitano anche le vestigia del Ponte Romano, adagiate sul letto del Velino, le cui arcate interrate sono ancora intere sotto via Roma e visitabili accedendo dalle cantine dei palazzi circostanti. La prima arcata è visibile nel fiume. Simbolo della storia e della vita cittadina, il Velino dalle acque limpide, e il suo ecosistema, sono un vero gioiello naturale nel cuore del centro abitato; vi si osservano grosse trote, colonie di germani e oche: uno spettacolo degno di un birdwatching in un parco naturale, ma nel pieno centro della città.
L’amore per la natura e i frutti della terra, il gusto delle cose semplici e genuine, questa è la Gastronomia Sabina e gran parte dei meriti vanno al saporitissimo olio della zona. Così per le "stracciatelle in brodo", per gli "spaghetti alla carrettiera" e per il "pollo alla diavola" oppure "l'abbacchio in guazzetto" e le "stufatine garofolate". Le specialità propriamente locali si trovano in campo dolciario e sono: i "terzetti alla reatina, "la "Copeta" (miele tra foglie di lauro) e la "Pizza di Pasqua". Merita particolare rilievo la cucina di Amatrice che ha creato e diffuso in campo nazionale ed internazionale la specialità degli "spaghetti all’Amatriciana" e "la mortadella di Amatrice". Da ricordare anche gli "stracci di Antrodoco" gli "strengozzi" alla reatina, le fettuccine alla grecciana, la porchetta di Poggio Bustone, le fregnacce, il "fallone di Stimiglano".
Terra di laghi, fiumi e torrenti la gastronomia della provincia di Rieti vanta trote e gamberi insaporiti in cento salse diverse. Da citare ed assaggiare i formaggi pecorini freschi salati o stagionati, la ricotta, il "fiore molle" di Leonessa, aromatizzata allo zafferano.


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