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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Storia di Reggio nell'Emilia

Vari reperti archeologici confermano che il territorio reggiano era abitato sin dalla preistoria. In epoca pre-romana la zona era abitata dai Liguri, dagli Etruschi e dai Galli Boi. Secondo Plinio, la fondazione della città avvenne nell’anno 560 di Roma, quando a Reggio fu dedotta una colonia romana. Sicuramente, Reggio deve a Roma un’importante rifondazione. Nel 187 a.C. il console Marco Emilio Lepido apre la Via Emilia, crea Reggio centro per l'amministrazione della giustizia e vi stabilisce un foro chiamato prima Lepidi, poi Lepidum Regium, infine Regium. Nel periodo romano la città divenne fiorente e fu elevata a municipio con propri statuti, magistrati e collegi d'arte. Il cristianesimo vi è predicato da Sant’Apollinare intorno al 60 d.C.
Verso la fine del IV secolo, calarono i barbari. Reggio fu conquistata dagli Eruli, dai Goti, dai Bizantini e dai Longobardi, che la eressero sede di un ducato. Nel 773, Carlo Magno conferì al vescovo l'autorità regale sulla città e stabilì i confini della diocesi. Nell’888 Reggio passò ai re d'Italia. Parallelamente all’autorità vescovile sorge quella dei conti. Azzo Adalberto, figlio di Sigifredo di Lucca, fonda intorno al 940 il castello di Canossa. Nel 1002 il contado di Reggio – con quelli di Parma, Brescia, Modena, Mantova e Ferrara – forma la marca dei Canossa, che poi divenne (1076) patrimonio della Contessa Matilde. Durante il governo della celebre donna il castello di Canossa fu testimone della storica umiliazione di Enrico IV, imperatore di Germania, al cospetto di papa Gregorio VII durante il conflitto fra Chiesa e Impero, per la questione delle investiture. L'umiliazione di Enrico IV fu il culmine di un processo di crisi dell'autorità imperiale in Italia a vantaggio delle libertà comunali.
Sul finire dell'XI secolo, Reggio diventa Comune. Nel 1167 la città fa parte della Lega Lombarda contro il Barbarossa; partecipa alla congiura di Pontida e alla battaglia di Legnano. Nel 1183 sottoscrive il trattato di Costanza e il console reggiano Rolando della Carità riceve l'investitura imperiale. Il periodo di pace ebbe effetti positivi per lo sviluppo civile: nel 1199 il governo di Reggio adotta nuovi statuti, conia monete, apre scuole chiamandovi celebri maestri; i commerci si intensificano e il nuovo clima di prosperità favorisce le arti.
I secoli XII e XIII furono tormentati da gravi conflitti interni. Le guerre con Parma, Modena e Mantova si alternano alle lotte tra le fazioni degli Scopazziati e dei Mazzaperlini, dei Ruggeri e dei Malaguzzi, dei Sessi e dei Fogliani. Per metter pace in città, il Senato affida per un triennio il governo al Marchese Obizzo II d'Este, signore di Ferrara. Questa scelta segna l'inizio del dominio, più volte interrotto, degli Este su Reggio e getta le basi per la futura trasformazione del libero comune in signoria. Obizzo accettò l'incarico per un anno, ma poi continuò a governare. La carica fu trasmessa al figlio Azzo, ma i reggiani cacciarono l'Estense ripristinando le libertà cittadine (1306). Nel 1310, sceso in Italia Enrico VII, fu imposto come vicario imperiale il Marchese Spinetto Malaspina, presto cacciato. La repubblica ebbe vita breve: nel 1326 il cardinale Bertrando del Poggetto occupava la città in nome di papa Giovanni XXII. La città fu poi tenuta dal re Giovanni di Boemia, da Nicolò Fogliani e da Mastino della Scala che, nel 1336 ne investì Luigi Gonzaga. Nel 1356 i Visconti di Milano, intenzionati a espandersi in Emilia, occuparono la città. Dopo una debole resistenza, i Gonzaga vendettero la città ai Visconti. Alla morte di Gian Galeazzo Visconti, Ottobono Terzi, tiranno di Parma, si impossessò di Reggio (1405); fu ucciso a Rubiera da Michele Attendolo Sforza, capitano di ventura al soldo di Nicolò III d'Este, che diviene signore della città (1409). A Nicolò seguì nel 1442 il figlio Lionello, che governò fino al 1450. Gli successe il figlio Borso d'Este che, nel 1452, fu nominato duca di Modena e di Reggio. Il suo successore, Ercole I d'Este, è ricordato per i pesanti tributi cui sottopose la città, e per avere nominato il poeta Boiardo governatore di Reggio. A Ercole successe nel 1495 Alfonso I che nel 1503 consegna la città al duca d'Urbino e al papa Giulio II. Entrata nell'orbita pontificia, la sovranità passa prima a Leone X e poi ad Adriano VI. Morto Adriano VI, la città tornò agli Estensi con Alfonso I (1523), che dovette pagare una grossa somma al papa per avere dall'imperatore Carlo V la conferma della sua investitura, avvenuta nel 1531. Ad Alfonso seguì Ercole II, figlio di Lucrezia Borgia, che fortificò le mura della città. A Ercole succedette Alfonso II, e a questi il cugino Cesare che morì nel 1628. Il diretto successore Alfonso rinunciò al trono per farsi francescano. Il ducato passò quindi a Francesco I, che dovette fronteggiare passaggi di truppe e tentativi di annessioni da parte di eserciti stranieri e la peste, che a Reggio fece 6000 vittime. La signoria estense continuò fino al 1702, quando la città e il territorio furono occupati dai Francesi e Spagnoli e più tardi (1733-34) anche dagli imperiali per la guerra di successione. Il trattato di Aquisgrana (1748) restituì il ducato a Francesco III al quale seguì (1780) Ercole III, ultimo del ramo diretto degli Estensi. Con lo scoppio della Rivoluzione francese e le invasioni degli eserciti napoleonici, Ercole III fuggì dal ducato, negoziando con Napoleone un pesante armistizio.
Il 26 agosto1796 i Francesi piantano sulla piazza l'albero della libertà e nello stesso giorno il Senato avoca a sé il governo della città e del ducato di Reggio, proclamando la Repubblica Reggiana. Nel congresso tenuto a Reggio alla fine del 1796 i delegati di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, proclamarono la «repubblica cispadana una e indivisibile» e decretavano «universale lo stendardo o bandiera cispadana dei tre colori: verde, bianco, rosso». Alla Cispadana fece riscontro in Lombardia la Cisalpina, che furono poi fuse nella effimera Repubblica Italiana. Alle speranze non corrisposero i fatti perché Napoleone, cinta la corona imperiale in Francia (1803), si fece proclamare a Milano re d'Italia.
Caduto Napoleone, il trattato di Vienna del 1815, restituì il ducato a Francesco IV d'Austria-d'Este, che rimise in vigore l'antico codice estense e gli ordinamenti anteriori al 1797, soppresse la libertà di stampa, richiamò i gesuiti cui riaffidò l'insegnamento, istituì a Rubiera un tribunale, di fosca memoria, per giudicare i sudditi rei di carboneria. Dopo le battaglie dell'indipendenza, Reggio, per il plebiscito del 10 marzo 1860, entrava a far parte del Regno d'Italia.
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