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Mercoledì 7 Dicembre 2016, Sant'Ambrogio
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Musei di Reggio Calabria

Reggio di Calabria / Italia
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MUSEO DELL’ARTIGIANATO TESSILE DELLA SETA, COSTUME E MODA CALABRESE
Via Re Ruggero, 9
Nello spazio di quattro sale, il Museo espone una collezione che ripercorre la storia del costume tradizionale calabrese, popolare e d’alta moda, dall’epoca della Magna Grecia al Novecento. Inoltre sono esposti alcuni esemplari delle macchine usate per la lavorazione dei vari tessuti, e campioni delle materie prime utilizzate (seta, fibra di ginestra, lino, cotone, canapa, lana).

MUSEO DELLO STRUMENTO MUSICALE
Viale D. Genoese Zerbi (pineta)
Ospitato negli spazi dell’ex stazione ferroviaria Lido, il Museo si occupa della conservazione e valorizzazione degli strumenti musicali, nonché di concertistica e di musicoterapia. E’ stato aperto al pubblico nel 1997 ed espone circa 800 strumenti musicali, provenienti da ogni parte del mondo, suddivisi nelle cinque famiglie strumentali degli idiofoni, membranofoni, aerofoni, cordofoni e meccanico-elettrici.
Curiosa è l’area riservata agli strumenti tipici della tradizione popolare calabrese: la zampogna, lo scacciapensieri e i tamburelli usati per la tarantella.

MUSEO NAZIONALE DELLA MAGNA GRECIA
c/o Palazzo Piacentini
Piazza De Nava, 26
Istituito nel 1882 e aperto al pubblico nel 1954, il Museo espone reperti archeologici trovati in Calabria dalla fine dell'Ottocento e sezioni di arte medievale e moderna. I reperti, numerosissimi e preziosi, spaziano dalla preistoria alla protostoria.
Tra i più importanti, ricordiamo il Graffito dell’era paleolitica, raffigurante un bue; i corredi funebri dell’età del bronzo, le Pinakes, tavolette votive in terracotta, abbellite e impreziosite da altorilievi; l’imponente Gruppo dei Dioscuri; la Testa del Filosofo, magnifico bronzo risalente, probabilmente, al V sec. a.C., ritrovato nella zona di Porticello; la coeva Testa di Basilea, pure in bronzo; la testa di marmo che raffigura il dio Apollo. Su tutti i reperti, nella sezione di archeologia subacquea, spiccano i celebri Bronzi di Riace, recuperati nel 1972 a Riace Marina nel Mar Ionio: sono le statue di due guerrieri possenti, raro esempio di scultura greca in bronzo del V secolo a.C., che rappresentano il maggior ritrovamento archeologico marino del Novecento. Notevole è anche la sezione dedicata a Lokroi Epizephyriai e alle aree sacre, che espone – tra l’altro – vasi a figure nere e rosse e specchi in bronzo, tipici dell'artigianato locrese.
Al primo piano sono le sale dedicate ai reperti delle colonie e delle sub-colonie greche del territorio calabrese. Con reperti provenienti soprattutto dalle necropoli e dalle aree sacre, sono documentati aspetti della vita degli insediamenti più importanti, tra cui Reggio.
Al secondo piano è la sezione d’arte bizantina, medievale e moderna inaugurata nel 1969. Importanti sono qui gli elementi architettonici decorativi provenienti dall'abbazia di Santa Maria di Terreti.

MUSEO PALEOMARINO
Stradella Giuffrè,
traversa 32
Presenta la collezione scientifica di Angelo Vazzana (biologo e paleontologo), raccolta in trent’anni di studi e ricerche. Il materiale esposto documenta storia ed evoluzione della vita marina, animale e vegetale. L’esposizione, arricchita da stampe e video, si divide in due sezioni:
  • La Sezione di Paleontologia comprende reperti fossili collocati secondo le ere geologiche, fossili di particolari periodi, fossili raggruppati per tipi;
  • La sezione di Biologia marina comprende invece esemplari di esseri marini viventi: in particolare, conchiglie, invertebrati, pesci abissali dello Stretto di Messina.


PINACOTECA CIVICA
Corso Garibaldi
Inaugurata nel 2008, la Pinacoteca ha sede presso il Teatro Francesco Cilea. La prestigiosa raccolta espone opere pittoriche e sculture di estremo interesse. Il Quattrocento è presente con due stupende tavolette di Antonello da Messina (San Girolamo in penitenza e i Tre angeli apparsi ad Abramo), dipinte intorno al 1460. Il Cinquecento è rappresentato da alcuni dipinti di piccolo formato, in cui influenze venete e meridionali si sposano a persistenti schemi bizantineggianti. Del Seicento sono numerosi dipinti di soggetto religioso e profano, tra cui Giuditta e Oloferne, il Martirio di San Bartolomeo, attribuito al Novelli, il Cristo e l’adultera di Luca Giordano. Di notevole rilievo il dipinto del Ritorno del Figliol prodigo, di Mattia Preti. Nella sala del Settecento un posto d’onore spetta al pittore Vincenzo Cannizzaro. Più tipicamente calabrese è la sala dell’Ottocento. La saletta della ritrattistica contiene i ritratti dei reggini illustri in epoca risorgimentale, mentre l’ampia sala dedicata al paesaggio espone vedute di Ignazio Lavagna Fieschi e due capolavori di Giuseppe Benassai. Il Novecento è documentato da vari dipinti e sculture, tra cui la splendida Nosside di Francesco Jerace, i dipinti di Enrico Salfi, Rubens Santoro, Francesco Raffaele, Vincenzo Jerace, le sculture di Saverio Gatto e di Emilio Caputo, tutti artisti calabresi.
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