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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Duomo di Reggio Calabria

Reggio di Calabria / Italia
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Nata in epoca normanna, la Cattedrale fu ricostruita nel Settecento: distrutta dal terremoto del 1783, fu ricostruita nuovamente, secondo una struttura a croce latina e a tre navate. Distrutta poi dal terremoto del 1908, fu ricostruita, ancora una volta, in forme ispirate al romanico, su disegno dell'architetto Padre Carmelo Umberto Angiolini. L’edificio fu consacrato nel 1928 e dedicato a Maria Santissima Assunta. Con la Bolla pontificia Inter honorifìcos del 21 giugno 1978, la Cattedrale è stata eretta in Basilica Minore. L’edificio è uno dei maggiori templi della Cristianità in Calabria ed è meta costante di pellegrini che da settembre a novembre possono ammirare anche la grande vara della Madonna della Consolazione che viene qua portata dalla Basilica della Madonna della Consolazione (Eremo) dove dimora per il resto dell’anno.
Il prospetto neo-romanico si presenta con quattro torrette traforate sormontate da cupole. Al centro della scalinata che conduce all'imponente facciata, sono le statue di San Paolo e Santo Stefano di Nicea, primo vescovo della città, opere di Francesco Jerace. Al centro spicca una trifora sormontata da un rosone. L'ingresso è caratterizzato da tre portali bronzei degli artisti Nunzio Bibbò, Luigi Venturini e Biagio Poidimani.
L'interno è in stile romanico con motivi d'ispirazione classica: le tre navate sono divise da colonne a fascio, ove sono varie cappellette con i monumenti sepolcrali dei vescovi. L’abside è poligonale, il soffitto è a capriate scoperte, con cassettoni policromi. Il tempio custodisce preziose opere d'arte, tra cui: l'altar maggiore, opera dello scultore Barca (XX sec.), con l’ottocentesca cattedra arcivescovile in marmo, opera del Monteleone; l'altare basilicale di Antonio Berti, decorato con un bassorilievo in bronzo; un pulpito marmoreo di Francesco Jerace, decorato con due palme in travertino; alcune tele ottocentesche, di Giuseppe Crestadoro e del Minaldi. Nella parte terminale della navata destra si trova, protetto da un’urna di vetro, un tronco di colonna che secondo la tradizione sarebbe stata accesa miracolosamente da San Paolo. Nelle otto nicchie laterali vi sono le statue dei santi Pietro, Paolo, Luca, Matteo, Marco, Giovanni, Tommaso d’Aquino e Bonaventura.
Stupenda è poi la Cappella del Santissimo Sacramento, considerata l'espressione più significativa del barocco ornamentale reggino. Eretta nel 1548 dalla Congregazione omonima, essa fu ricostruita nel primo Seicento. L'opera di abbellimento della Cappella, iniziata intorno al 1640, fu interrotta nel 1642 e ripresa nel 1655 da Placido Brandamonte, maestro scalpellino messinese. La pianta della Cappella è quadrata, con pilastri di riempimento nei quattro angoli, interamente rivestita di marmi policromi damascati; quattro grandi e preziose colonne monolitiche di portoro nero introducono all'altare, in cui si trova, inserito in una ricca cornice marmorea, il dipinto del messinese Domenico Marolì, raffigurante il Sacrificio di Melchisedech (1665).
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