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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Bronzi di Riace

Reggio di Calabria / Italia
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La scoperta dei Bronzi fu sensazionale e fortuita. Le due statue furono ritrovate nel Mar Ionio, a 300 metri dalla costa di Riace, in provincia di Reggio Calabria, il 16 agosto 1972. Scopritore fu il sub Mariottini, che a otto metri di profondità vide emergere una mano di bronzo dal fondo melmoso. La Sovrintendenza inviò subito una squadra di subacquei professionisti, che riportò alla superficie una statua di bronzo, seguita da una seconda. Il ritrovamento era eccezionale: sono rarissime le statue greche originali del V secolo a.C. Dopo un restauro a Firenze, nel 1980 le statue furono esposte in due mostre, di grande successo; nel 1981 furono trasportate al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, di cui sono il gioiello più prezioso.
I bronzi, identificati con le lettere A e B, raffigurano due imponenti corpi maschili nella loro nudità eroica, due guerrieri o atleti, di diversa età. Le statue furono realizzate da due diversi scultori, con la tecnica della fusione a “cera persa”, secondo il cosiddetto metodo indiretto, che consentiva la fusione a parti staccate da saldare poi insieme. Attribuite a scultori famosi come Mirone, Fidia, Hageladas e Alkamenes, le statue di Riace mostrano l’eccezionale padronanza della resa anatomica, consueta per gli artisti greci.
Sulla loro identità sono state formulate varie ipotesi. Nel 1994, durante un restauro, le statue furono svuotate dei residui interni: dentro la statua B fu trovata una seconda statua in argilla. Il bronzo A sarebbe Tideo, eroe che partecipò alla leggendaria spedizione dei Sette a Tebe. Il bronzo B sarebbe invece Anfiarao, indovino del re Adrasto, costretto a partecipare alla spedizione stessa. I due bronzi farebbero quindi parte di un gruppo statuario dedicato a celebrare la leggenda dei Sette a Tebe.
Le due statue sono diverse, attribuibili a differenti artisti e appartenenti a epoche distinte. La statua A è datata al 460 a.C., mentre la statua B è datata al periodo classico, intorno al 430 a.C. In ogni caso si tratta di ipotesi: delle due statue sappiamo ancora poco. Ignoti sono sia gli autori, sia i personaggi raffigurati, sia la collocazione che avevano nell'antichità. Entrambe le statue sono raffigurate nella posizione definita “a chiasmo”, presentandosi con una notevole elasticità muscolare. La statua A appare di modellato più nervoso e vitale, mentre la statua B ha un aspetto più rilassato e calmo. Entrambi i bronzi trasmettono una grande sensazione di Potenza, dovuta soprattutto allo scatto delle braccia che si distanziano con vigore dal torso. Il braccio piegato doveva sorreggere uno scudo, mentre l'altra mano impugnava probabilmente un'arma. Si ritiene che le due statue siano state realizzate ad Atene e poi rimosse come bottino romano, per essere portate a Roma, forse destinate alla casa di qualche ricco patrizio.
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