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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Mausoleo di Galla Placidia

Ravenna / Italia
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Dopo la morte dell'Imperatore Onorio, la sorella Galla Placidia assunse nel 423 la reggenza dell'Impero, in nome del figlio Valentiniano III. Costretta a trasferirsi da Costantinopoli a Ravenna, Galla Placidia dette l’avvio alla costruzione di vari edifici di culto, tra cui la chiesa cruciforme di S. Croce. In corrispondenza al nartece di questa chiesa furono erette due piccole costruzioni. Ebbene, il Mausoleo attuale è quanto rimane di queste costruzioni, e corrisponde alla costruzione di destra, che è rimasta intatta nei secoli. Galla Placidia morì nel 450 e - secondo la leggenda - sarebbe stata sepolta nel Mausoleo ravennate, ma gli studiosi la pensano diversamente: è molto più probabile che l’imperatrice sia stata sepolta nel mausoleo gentilizio della famiglia teodosiana, presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.
Il monumento risale al periodo dal 425 al 450. La grande semplicità della struttura muraria esterna è in netto contrasto con lo splendore e la raffinatezza delle decorazioni interne. L’interno è a croce latina. In basso si trova una zoccolatura rialzata di marmo giallo e superiormente un rivestimento musivo, che ben si adegua all'architettura e che - nel complesso - è magnificamente conservato. Nella cupola, sopra i simboli dei quattro Evangelisti, è raffigurato un cielo notturno con 570 stelle d'oro roteanti attorno ad un'aurea croce latina, che occupa il sommo della calotta. Nei quattro lunettoni del tamburo che sostiene la cupola, compaiono otto bianche figure di Apostoli acclamanti. Le lunette che s'incurvano in fondo ai bracci corti dell'edificio presentano un’uguale composizione. Attualmente l'interno del Mausoleo conserva tre sarcofagi di marmo, tipici dell'arte ravennate. Quello che si trova in fondo, sotto la lunetta con l'immagine di San Lorenzo, è di dimensioni imponenti ed ha un coperchio a duplice spiovente con acroteri angolari. L’iconografia sviluppata nelle decorazioni rappresenta il tema della vittoria della vita sulla morte, in accordo con la destinazione funeraria dell'edificio.
L'atmosfera del mausoleo è davvero magica: entrando nel piccolo edificio, colpisce l'improvviso passaggio dalla luce del giorno alla riproduzione dell'atmosfera notturna. Le innumerevoli stelle della cupola hanno colpito la fantasia e la sensibilità di molti visitatori. Si narra che Cole Porter, in viaggio di nozze a Ravenna negli anni '20, sia rimasto tanto colpito da questa atmosfera, da comporre la sua famosa canzone Night and Day pensando, appunto, al cielo stellato del Mausoleo di Galla Placidia.
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