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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Chiesa di San Vitale

Ravenna / Italia
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Nel 526 il Vescovo di Ravenna diede inizio alla costruzione della chiesa di San Vitale, vicinissima al Mausoleo di Galla Placidia. Mecenate dell’iniziativa fu il banchiere Giuliano Argentario, che si era arricchito con il cambio delle monete. La costruzione richiese più di vent’anni e terminò nel 548, quando la chiesa fu consacrata dall’arcivescovo Massimiano. La basilica di San Vitale è fra i monumenti più importanti dell'arte paleocristiana in Italia, soprattutto per la bellezza dei suoi mosaici.
L’edificio è a forma di ottagono e si presenta diviso in due corpi principali. Quello superiore sporge in alto a protezione della cupola, mostrando chiaramente la sua semplice articolazione geometrica, mediante le lisce superfici dei suoi lati, al centro di ciascuno dei quali si apre un'ampia finestra arcuata. Nella parte inferiore, invece, vi sono due ordini di finestre, separati da una piccola cornice a denti di sega, la quale già dall'esterno fa presagire l'interna divisione in due piani della galleria perimetrale.
All’interno, l'influenza orientale - sempre presente nell'architettura ravennate - assume un ruolo dominante. Non più la basilica a tre navate, ma un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola e tutto poggiato su otto pilastri e archi. L’abside è semiesagonale ed ha ai lati due piccoli ambienti a forma di nicchia e due sacristie circolari. Nella zona mediana vi sono otto pilastri slanciati in alto fino al matroneo, hanno il compito di sostenere la cupola. La cupola e i nicchioni furono affrescati nel 1780 dai bolognesi Barozzi e Gandolfi e dal Veneto Guarana. La volta a crociera del presbiterio, rialzato, ha nella sommità una corona dove spicca il mistico Agnello.
Quando si entra nella basilica, lo sguardo viene catturato dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell'abside, dagli ampi volumi e dagli affreschi barocchi della cupola. Forse per questa tensione verso l'alto non si nota un piccolo e meno noto gioiello: nel pavimento del presbiterio, proprio di fronte all'altare, su un lato del pavimento ottagonale è rappresentato un labirinto. Le piccole frecce partono dal centro del labirinto e attraverso un precorso tortuoso portano verso il centro della Basilica. Nei primi anni della cristianità il labirinto spesso era il simbolo del peccato e del percorso verso la purificazione. Trovare la via d'uscita dal labirinto è un atto di rinascita. Una volta completato il percorso del labirinto del pavimento, si può alzare lo sguardo e contemplare i mosaici più belli della cristianità.
Si noti, sull’arco trionfale, il mosaico tondo con il Redentore gli Apostoli e i Santi; nella lunetta a sinistra del presbiterio, il mosaico con Ospitalità e Sacrificio di Abramo; in quella a destra, Offerta di Abele a Melchisedech, Mosè, Isaia; sulla parete sinistra dell’abside, il Corteo di Giustiniano; sulla parete destra dell’abside, il Corteo di Teodora; i finissimi disegni dei capitelli e dei pulvini; sull’altare, la lastra di alabastro orientale della mensa; nel Sancta Sanctorum, un sarcofago del V secolo, ornato, sul fronte, con i Magi e, sui lati, con Daniele e Resurrezione di Lazzaro.
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