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Venerdì 25 Aprile 2014, San Marco
Georges Jansoone
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Guida Ravenna

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Quali sono i posti da visitare a Ravenna? Qui puoi trovare una guida di Ravenna e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Ravenna.
Ravenna, glauca notte rutilante d'oro, / sepolcro di violenti custodito / da terribili sguardi, / cupa carena grave d'un incarco / imperiale, ferrea, construtta / di quel ferro onde il Fato / è invincibile, spinta dal naufragio / ai confini del mondo, / sopra la riva estrema! / Ti loderò pel funebre tesoro / ove ogni orgoglio lascia un diadema. / Ti loderò pel mistico presagio / che è nella tua selva quando trema, / che è nella selvaggia febbre in che tu ardi.

Con questi versi, Gabriele D’Annunzio esternava la sua ammirazione per Ravenna e ne tratteggiava gli aspetti fondamentali. Più prosaicamente, si osserva che Ravenna - capoluogo della provincia omonima, con circa 140.000 abitanti - è uno scrigno d’arte, di storia e di cultura di prima grandezza, è una città d’origini antiche con un passato glorioso e fu tre volte capitale: dell’Impero Romano d’Occidente, di Teodorico Re dei Goti, dell’Impero di Bisanzio in Europa. Le grandi direttrici che hanno caratterizzato questa città sono essenzialmente tre: il mare, la sua scelta coma capitale, l’arte che è riuscita ad esprimere.

Ravenna ed il mare - La posizione strategica di Ravenna convinse Cesare a stabilirvi un suo quartier generale, ma soprattutto, fu l’elemento-chiave per la decisione di Augusto di costruire il vicino porto di Classe. Nato con funzioni difensive - e in particolare come riparo per la flotta imperiale dell’Adriatico - il porto non tardò a dimostrare la sua importanza commerciale. Attraverso il porto di Ravenna, passarono merci, ma anche mercanti e viaggiatori che venivano dall’Illiria, dalla Grecia e dai Paesi del Mediterraneo. La città, protetta e un po’ isolata alle spalle da una distesa di terreni paludosi e malsani, divenne col mare il ponte naturale con il vicino Oriente, divenne opulenta, divenne punto d’incontro e fucina di idee nuove. Lo sposalizio col mare - iniziato da Augusto - ha impresso alla città un carattere indelebile.

Ravenna capitale - La posizione naturale di Ravenna, che la rendeva imprendibile ai nemici per via di terra, ebbe un’altra importante conseguenza: la città fu scelta dai re barbari, come capitale dei loro nuovi domini, dopo Milano. Questa decisione storica trasformò Ravenna in città imperiale. A Ravenna risiedeva il centro del potere, a Ravenna furono prese decisioni d’immensa portata, decisioni che influenzarono la storia d’Europa e del mondo. Il vescovo di Ravenna divenne metropolita e la città fu per secoli il centro del cristianesimo.

Ravenna e l’arte - Seguendo il destino di tutte le capitali, Ravenna attrasse artisti d’ogni genere, e questi vi lasciarono segni duraturi, monumenti importanti. Otto di essi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, con questa motivazione: "L'insieme dei monumenti religiosi paleocristiani e bizantini di Ravenna è di importanza straordinaria in ragione della suprema maestria artistica dell'arte del mosaico. Essi sono inoltre la prova delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un periodo importante della storia della cultura europea".
A Ravenna si può passeggiare tra le torri campanarie e chiostri monastici, passando dal romanico al gotico, dagli affreschi giotteschi di Santa Chiara al Barocco dell'abside di Sant'Apollinare Nuovo; dalle testimonianze dell'ultimo rifugio di Dante Alighieri ai palazzi che videro gli amori di Lord Byron.
Ravenna conserva in splendidi monumenti la testimonianza del suo ruolo di grande polo politico, commerciale ed artistico nel susseguirsi di civiltà diverse. In particolare, il periodo imperiale romano e la luminosa stagione in cui Ravenna divenne centro dell’Impero d’Oriente, alla metà del VI secolo, hanno lasciato nella città uno straordinario complesso di basiliche, battisteri, mausolei. L’armonia dei moduli costruttivi classici si fonde con il fasto e lo splendore dei marmi preziosi e delle ricche decorazioni musive bizantine. Accanto ad essi, le testimonianze architettoniche del dominio veneziano di Piazza del Popolo e della Rocca Brancaleone, gli splendidi chiostri rinascimentali, la Biblioteca Classense del XVI secolo, le aggiungono nuove attrattive.
L’architettura ravennate, nata dalla fusione di quella romana e di quella orientale, ha le sue caratteristiche peculiari, che si possono così riassumere: sparizione del transetto e dell’arco di trionfo, che fa delle basiliche a tre navate un unicum, dalla navata centrale al presbiterio; splendore degli interni con tutti i colori dei mosaici rispetto agli esterni molto semplici, per lo più in mattoni e con il solo ornamento di archetti pensili; colonne col capitello sormontato da pulvino; campanili cilindrici, almeno a partire dal IX-X secolo. Ultima e più importante di queste caratteristiche, il mosaico, che è inteso non più come rivestimento, ma come elemento componente della parete e, nel mosaico, il graduale passaggio dal realismo di ispirazione romana delle prime figurazioni, all’immaterialismo e alla trascendenza delle ultime opere. Ravenna è un mosaico vivente.
Ma Ravenna è anche altro: è natura, turismo, gioia di vivere. Per gli amanti della natura e delle escursioni, nulla può essere più emozionante di una sosta nell’oasi di Punte Alberete, tra silenziose foreste allagate, rifugio per rare specie di uccelli o una visita al Museo NatuRa di Sant’Alberto, situato al confine con le valli. Le storiche pinete di San Vitale e di Classe, con la loro unicità quali monumenti naturali ha motivato il loro inserimento tra le aree protette del Parco del Delta del Po. A due passi dal mare, Ravenna offre anche nove località balneari lungo i suoi 35 chilometri di costa, per una ricca varietà di occasioni di soggiorno e vacanza. L’organizzazione dei servizi è efficiente e dinamica, e la scelta per godersi la vacanza è quanto mai ampia: sole e relax, giochi, attività sportive e fitness, escursioni e parchi, fra cui quello a tema di Mirabilandia, oltre a una variegata e gustosa offerta enogastronomica.
Chi visita Ravenna ne resta avvinto, se ne innamora, come avvenne in passato al Boccaccio, che vi ambientò una delle più belle novelle del “Decamerone”, al pittore austriaco Gustav Klimt che ne trasse ispirazione, allo scrittore tedesco Hermann Hesse che la visitò e le dedicò alcuni versi.

 
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