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Duomo di San Giorgio

Ragusa / Italia
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L'attuale Duomo di San Giorgio di Ragusa prospetta sull’omonima Piazza. Fu costruito tra il 1739 ed il 1775, all'indomani del terremoto del 1693, che distrusse il più antico quartiere della città. Prima del terremoto del 1693 Ragusa ospitava una chiesa dedicata a San Giorgio sin dal XII secolo, eretta in epoca normanna. Al sisma sopravvisse solo il grande portale gotico-catalano del Quattrocento. La nuova chiesa fu costruita nello stesso quartiere, sulle fondamenta della Chiesa di San Nicola, e su progetto dall’architetto Rosario Gagliardi di Noto.
Esterno. L'attuale struttura si caratterizza per l'elegante stile barocco; nel complesso, viene considerata come uno dei migliori esempi di barocco siciliano in Italia. All'esterno troneggia la bella scalinata cinta da un’alta ringhiera in ferro, capolavoro di Angelo Paradiso (1890). La facciata, a tre ordini, con partito centrale leggermente convesso, termina con l'originale inserimento della torre campanaria al terzo ordine, sovrastata dalla cuspide a forma di bulbo. Il primo ordine presenta dieci robuste colonne corinzie su solidi piedistalli; il portone centrale è finemente scolpito con sei altorilievi di Vincenzo Fiorelli, raffiguranti scene del Martirio di San Giorgio. Il secondo ordine presenta un finestrone ornato da una cornice con intagli e impreziosito da una vetrata colorata con San Giorgio che uccide il drago; ai lati, sono le statue equestri di San Giorgio e di San Giacomo Apostolo. Il terzo ordine offre alla vista la cella campanaria con balaustra, quattro colonnine corinzie e due statue sulle volute laterali, di San Pietro e San Paolo. La neoclassica cupola, alta 43 metri, fu portata a termine nel 1820 da Carmelo Cutraro: è un capolavoro che unisce solidità ed eleganza.
Interno. Il Duomo sorge su un progetto a pianta basilicale, a tre navate, divise da robusti ma eleganti pilastri di calcare duro, con zoccolatura in pietra pece; la navata maggiore, coperta da una volte a botte lunettata, è illuminata da ampie finestre modanate con timpani ad arco ribassato. Le due navate laterali comprendono una serie di Cappelle con copertura a cupola. Oltre alle stupende decorazioni e agli addobbi sontuosi, il Duomo conserva numerosi e importanti capolavori d’arte. Le finestre della navata centrale sono chiuse da vetri colorati, artisticamente istoriati, realizzati su disegni di Amalia Panigatti (1926). Notevoli sono poi le varie opere pittoriche - dovute, tra gli altri, a Dario Querci, Antonio Manno, Giuseppe Tresca e Vito D’Anna - nonché il grande organo del 1881, opera dei Serassi di Bergamo, con 97 registri e 4000 canne, e il coro ligneo stupendamente intagliato. Il Duomo conserva tanti altri capolavori: uno è il grandissimo telerio utilizzato per chiudere l'abside destra durante la Quaresima; opera dei calatini Francesco e Giuseppe Vaccaro, rappresenta la Crocifissione con innumerevoli personaggi a piedi e a cavallo. Ancora vengono conservati preziosi reliquari, in oro e in argento, calici finemente lavorati, mazze capitolari, preziosi paramenti sacri, oltre ai busti in argento di Santa Gaudenzia e di San Giorgio, che costituiscono tutti il “Tesoro di San Giorgio”.
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