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Castello Donnafugata

Ragusa / Italia
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Il “castello” di Ragusa - che sorge in località Donnafugata e ne prende il nome - è una grande villa nobiliare del tardo Ottocento, edificata sopra un’originale costruzione del XIV secolo. La Villa insiste su un’area di circa 3.000 mq e possiede 122 stanze, di cui tuttavia solo 20 sono visitabili. La struttura si trova a pochi minuti di treno dal centro storico di Ragusa ed il suo nome ha probabilmente origini arabe. Secondo la leggenda tramandata dalla tradizione popolare, il nome deriverebbe da un particolare avvenimento: il rapimento della regina Bianca di Navarra, vedova di Martino I d'Aragona, tenuta prigioniera dal conte Bernardo Cabrera, aspirante al trono del Regno di Sicilia.
La struttura è un complesso architettonico di grande pregio stilistico. L'esterno è in pietra bianca, con una grande facciata in stile gotico-veneziano e con qualche elemento moresco. Si notano otto balconi a sesto acuto ed una grande terrazza sottostante. L’interno, come si è detto, è visitabile solo in parte, e le stanze aperte al pubblico hanno mantenuto le decorazioni dell'epoca. Di particolare rilievo sono la Sala degli Stemmi, la Sala del Vescovo, la Pinacoteca, la Stanza della Musica, la Biblioteca e il salotto fumatori.
Attorno al Castello si estende un grande parco, arricchito di piante e di piccoli edifici d'uso personale degli allora proprietari, la ricca famiglia Arezzo De Spuches. Di questa si distinse in particolare il barone Corrado Arezzo, vissuto tra il 1824 ed il 1895. L'attuale struttura è il risultato di lunghi lavori di restauro attuati dal comune di Ragusa dal 1982, anno in cui acquistò la proprietà. Al parco si accede attraverso una maestosa scalinata che scende dalla terrazza sul prospetto principale. In una zona di esso, tra alcuni cipressi, si ritrovano dei monumenti funerari, che ricordano la fugacità della vita. Sparsi nei viali pregevoli vasi di Caltagirone e, qua e là, numerose statue. Numerosi sono i giochi d'acqua, e il labirinto al cui ingresso è posta la statua di un soldato piemontese; divertente una piccola cappella, avvicinandosi alla quale si aprivano due porte e la statua di un monaco barbuto tentava di abbracciare l'inconsapevole ospite. In fondo al viale che si diparte dalla scalinata d'ingresso, una costruzione neoclassica, la “coffee house”, sul cui prospetto insiste una loggia formata da sei colonne in stile ionico sormontato da una balaustra elegantemente adornata: qui si riunivano gli ospiti per i rinfreschi, durante le lunghe passeggiate nel parco. Davanti alla costruzione si trova un’artistica fontana con una vasca a forma di conchiglia, sormontata al centro da una scultura che raffigura dei putti.
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