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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Guida Ragusa

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Quali sono i posti da visitare a Ragusa? Qui puoi trovare una guida di Ragusa e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Ragusa.
“Nel paesaggio di Terra Santa che ho descritto, sorge Ragusa, una tra le più belle cittadine della Sicilia. Si affaccia scenografica a una valle incassata, quella del fiume Irminio. Risalendo la valle la si ha davanti d'improvviso in un panorama di rocce. È un paragone vieto quello che ci fa esclamare, di fronte alla città in altura: sembra un presepio. Ma con Ragusa esso ridiventa appropriato. La città si presenta, infatti, come un immenso presepio; chiusa tra due valli scoscese, qui denominate cave, è anche divisa in due parti da un'altra valle simile ad un burrone. Una è la parte più moderna, dove si svolgono gli affari; l'altra, Ragusa Ibla, più aristocratica, è come sovrastata dalla grande cupola di San Giorgio. Ragusa Ibla contiene il maggior numero di palazzi e di chiese; in un club, in palazzi, alcuni dei quali conservano la fastosa mobilia siciliana di un tempo, sopravvive in semiritiro un residuo di quella che fu la nobiltà terriera. Le vie di Ragusa Ibla, anche più di quelle di Noto, emanano ricordi di vita aristocratica ridotta a uno stato spettrale”.
(Guido Piovene – Viaggio in Italia, 1957)

Ragusa è un capoluogo siciliano di provincia, rimasto quasi incontaminato dal grande turismo di massa. Con circa 73.000 residenti, la città è al settimo posto della regione per numero di abitanti ed è una località agiata, diversa per cultura ed economia dalle altre città siciliane. Chiamata “l’isola nell’isola”, Ragusa ha attratto nel tempo letterati, intellettuali ed artisti, forse per i suoi profumi misti di sapori salmastri, forse per i suoi agrumeti, o per il suo decadentismo, o per i richiami di antiche civiltà arrivati fino ad oggi, come delicate melodie gelosamente preservate.
La geografia di Ragusa e della sua provincia è affascinante. La città iblea, situata a 500 metri sul livello del mare, è anche il capoluogo provinciale più meridionale d'Italia. Essa è protetta da una parte dai monti Iblei e dall'altra rinfrescata dal mare, distante una ventina di chilometri. Il suo clima è più mite rispetto a quello di altre località siciliane, che in estate si caratterizzano per periodi d’intensa calura, risultando favorevole all'agricoltura e all'insediamento urbano.
A rendere preziosa Ragusa non è tanto la sua storia più antica, quanto la sua storia moderna. Il suo sviluppo artistico e culturale deriva da uno degli eventi più drammatici mai avvenuti nel suo territorio, il terribile terremoto del 1693. Dalle ceneri di questa tragedia nacque una nuova città, la Ragusa Barocca.
La parte più antica della città si compone di Ragusa Superiore, la città alta, costruita all'indomani del terremoto, e di Ragusa Ibla, ricostruita e caratterizzata da un complesso spettacolare di stradine, viuzze e chiese antiche. La Ragusa del XVII secolo era dominata da diverse principali famiglie nobiliari, in costante lotta tra loro. Erano in particolare due le fazioni maggiori: quella che faceva capo ai Sangiovannari (il ceto borghese e imprenditoriale, appartenente alla chiesa di San Giovanni) e quella dei Sangiorgiari (il ceto nobiliare, appartenente alla chiesa di San Giorgio). Quando i ragusani ebbero da decidere dove costruire la nuova città, optarono per una suddivisione. I giorgiari scelsero Ragusa Ibla, cioè la parte originaria di Ragusa, che andò distrutta nel terremoto, e qui vi costruirono il nuovo Duomo di San Giorgio. L'altra fazione edificò principalmente in una nuova zona, conosciuta come contrada del Patro e rinominata Ragusa Superiore, nella collina che si eleva ad ovest di Ibla e qui vennero costruite altrettante chiese, tra cui la Cattedrale di San Giovanni. Le due parti della città sono collegate, oltre che da una ripida strada tortuosa, anche da una pittoresca scalinata.
Le attrazioni storiche ed architettoniche di Ragusa sono numerose, tutte molto accessibili anche ad una visita breve. Iniziamo il nostro itinerario dalla Ragusa Superiore e dalla Cattedrale di San Giovanni. Di essa si ammirano la maestosa facciata in stile tardo barocco a tre portali, ricca di sculture ed intagli, e gli interni decorati in stucco, molti dei quali in stile rococò. In zona sorgono anche importanti architetture civili: il Palazzo Zacco, costruito in stile rococò ed oggi sede del Museo delle Tradizioni Ragusane; il Palazzo Schininà di Sant'Elia; il Palazzo Sortino Trono, edificato nel 1778: il Palazzo Bertini, edificato alla fine del Settecento in tardo stile barocco e situato nel centro storico di Ragusa Ibla.
Per raggiungere la Ragusa Ibla è possibile utilizzare la lunga scalinata di Santa Maria, che da Ragusa Superiore, nella parte alta, si dirige verso il basso, nell'originario centro storico. A dominarla troviamo un'atmosfera decadente sempre molto affascinante, tra strette stradine ed edifici tipici dell'architettura urbana della Sicilia medievale e barocca. Ad attirare l'attenzione è in particolare il Duomo di San Giorgio, una delle principali attrazioni architettoniche della città ed uno dei maggiori esempi d'architettura religiosa barocca nel mondo. Dell'antica chiesa, un tempo situata nella parte est e costruita nel XII secolo, è sopravvissuto solo il Portale di San Giorgio, in uno splendido stile gotico-catalano, ritenuto uno dei maggiori simboli di Ragusa. Si narra che l’antica chiesa di San Giorgio fosse di grandi dimensioni e di particolare bellezza, arricchita anche di un campanile alto ben 100 metri (all'epoca tra i più alti d'Europa).
Nei dintorni di Ragusa, a circa 15 km, merita una visita il Castello di Donnafugata, originario del XIV secolo e una delle principali attrazioni della città. L'edificio, che non ha le sembianze di un vero e proprio castello, ma quelle di un palazzo nobiliare, apparteneva alla ricca famiglia Arezzo De Spuches e si presenta ancora oggi in un sontuoso stile neogotico. All'interno sono presenti di 120 stanze, non tutte aperte al pubblico, tutte ancora arredate secondo il gusto dell'epoca.

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