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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Torri e Case Torri

Prato / Italia
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Direttamente legata allo sviluppo delle cinte murarie di Prato è l'ubicazione delle case-torri edificate tra l'XI e il XIII secolo, che erano circa sessanta e costituirono un aspetto caratteristico della Prato medievale. Le case-torri furono costruite dalle consorterie magnatizie e dalle famiglie della nobiltà feudale per motivi di prestigio, e per essere usate come strumenti di difesa e di offesa nelle faide che coinvolgevano le varie famiglie nobili inurbatesi in città. Alcune torri venivano talvolta requisite dal Comune per l'avvistamento e la difesa cittadina. Nei periodi di governo popolare, quando erano al potere le classi artigiane che a Prato si affermarono già intorno alla metà del Duecento, questi fortilizi privati persero importanza; ma tornarono ad averne, in un contesto politico-sociale assai diverso, allorché, verso il 1340, la signoria della città fu contesa fra le consorterie dei Rinaldeschi e dei Guazzalotti, vincitori quest'ultimi. In tempi più tranquilli, inoltrandosi il '400, le torri furono trasformate in placide altane aperte sul panorama, oppure in colombaie. Nel '500 quelle superstiti erano già considerate nobili testimonianze storiche e motivo di civica fierezza.
Pian piano, le case-torri furono distrutte. Tracce di alcune torri costruite entro la prima cerchia muraria (prima del XII secolo) sono ancora visibili all'angolo tra via Mazzoni e via dell'Accademia; gli edifici di fronte a via dei Lanaioli, oggi ristrutturati, erano antiche torri; la torre del vicolo dei Bardi accanto alla casa-torre di Piazza Sant’Antonino è un altro cimelio dell'XI-XII secolo.
Ci sono poi torri edificate nella seconda cerchia di mura: la torre in angolo fra via Garibaldi e il vicolo Buonconti, la torre dei Giudei detta della Buca; la torre degli Ammannati e altre.
Le famiglie più abbienti, sopravvissute alla peste del 1348 che aveva ridotto del 70% circa la popolazione pratese, ebbero la possibilità di costruire “ex-novo” dei palazzi e di fondere in un unico corpo fabbricati già esistenti nell'ambito del centro cittadino. Inoltre la crisi demografica ed edilizia offrì al Comune la possibilità di dare un più ampio respiro all'agglomerato urbano mediante l'allargamento di piazze e strade. Piazza del Duomo, Piazza del Comune e Piazza San Francesco sono infatti il risultato di demolizioni effettuate in gran parte nel periodo rinascimentale.
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