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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Statua di Francesco di Marco Datini

Prato / Italia
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Il monumento a Francesco di Marco Datini, opera di fine Ottocento dello scultore ferrarese Antonio Garella, sorge in Piazza del Comune.
Francesco di Marco Datini nacque a Prato nel 1335, figlio unico di Marco di Datino e di Monna Vermiglia che morirono di peste nel 1348 (la famosa peste nera). Francesco fu adottato da una donna che lui chiamava "seconda madre", e diventò apprendista presso un mercante che operava alla corte papale di Avignone. In pochi anni divenne un grande fornitore di beni di lusso e artistici per ricchi cardinali che risiedevano ad Avignone. Immensamente ricco, il Datini ritornò a Prato a più di 40 anni per sposare la giovane Margherita di Domenico Bandini, che aveva 25 anni in meno lui, e costruirsi una magnifica casa che ancora possiamo ammirare. Da Prato Francesco Datini diresse un'intensa attività finanziario-bancaria e condusse fitti scambi commerciali (tessuti, spezie, olio e prodotti alimentari), con i maggiori Paesi d’Europa e del Mediterraneo.
Per l’approssimarsi di una nuova ondata di peste, i due sposi scapparono da Prato e si stabilirono a Bologna nel 1400. Datini morì di vecchiaia nel 1410 e fu sepolto nella Chiesa di San Francesco: la sua lastra tombale, realizzata da Niccolò di Piero Lamberti, è ancora visibile al centro della chiesa stessa. A ricordo dell’importanza e notorietà del Datini, come mercante, la sua statua reca in mano una cambiale, strumento mercantile di credito e di pagamento che egli usò largamente, ma che è stato inventato da altri.
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