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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Monastero di San Vincenzo e Santa Caterina de' Ricci

Prato / Italia
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Il complesso, chiesa e monastero, di San Vincenzo e Santa Caterina de' Ricci, sorge in Via San Vincenzo, vicino a Piazza San Domenico.
Chiesa. La Chiesa fu ricostruita nel 1732-1735, forse su progetto di Giovan Battista Bettini e Girolamo Ticciati. Rispetto alla semplicità degli esterni, l’interno si presenta come un luminoso scrigno barocchetto, con belle decorazioni in stucco, affreschi, scagliole e rilievi marmorei. Notevole l’altare marmoreo ornato dal rilievo in marmo bianco del Ticciati. Sotto l'altare è visibile l'urna d'argento dove è il corpo incorrotto di Santa Caterina. Altri miracoli legati alla Santa sono presentati nei rilievi sulle pareti, mentre gli eleganti altari marmorei ospitano un bel Martirio di santa Caterina d'Alessandria, di Vincenzo Meucci, una cinquecentesca Natività di Michele delle Colombe e tele del Pucci, autore anche degli affreschi sulla volta. In una cappellina è il raffinato rilievo marmoreo quattrocentesco con la Madonna e il Bambino, di Matteo Civitali.
Monastero. Contiguo alla Chiesa è il monastero di clausura, fondato nel 1503 e ampliato nella seconda metà del secolo, al periodo di Caterina de' Ricci (1522-1590). Entrata tredicenne nel monastero la Santa, formatasi sul messaggio del Savonarola, lo spiritualizzò progressivamente, purificandolo da implicazioni politiche e sociali, e assunse progressivamente una propria dimensione mistica; a questa sommò notevoli capacità umane e pratiche, che le consentirono di guidare a lungo il monastero, ampliandolo grazie alla generosità di Filippo Salviati, suo "figlio spirituale". Dall'atrio si raggiunge l'anticoro e la contigua Cappella della Madonna dei Papalini: la venerata immagine è un busto in maiolica del primo Cinquecento davanti al quale si arrestarono i mercenari spagnoli durante il “sacco” del 1512, risparmiando il convento. Sotto la cappellina ebbe sepoltura fino al 1732 Caterina de' Ricci. Vicino è il vasto Coro monastico (1558-1564), su progetto di Baccio Bandinelli, con volta lunettata e alti stalli in noce (1564). Sull'altare un bellissimo Crocifisso ligneo cinquecentesco è fiancheggiato da due grandi pale di Michele delle Colombe (1576) con l'Assunta e Scene della Passione. Dello stesso artista sono altre tele nel Coro, che conserva pregevoli dipinti del Pignoni, di Lorenzo Lippi, di Ridolfo del Ghirlandaio. Contiguo al coro è il sacello con l'urna della Santa, ornato da tele di Gian Domenico Ferretti, non visitabile come altri ambienti al piano terreno, mentre in alcune ricorrenze sono visibili alcune celle del piano superiore.
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