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Duomo di Prato

Prato / Italia
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La Cattedrale di Santo Stefano, Duomo di Prato, prospetta su Piazza Filippo Lippi ed è una delle più antiche chiese del capoluogo toscano. L’esistenza della chiesa originaria è provata da un documento del 994 che ne attesta l'elevazione a pieve battesimale del Borgo al Cornio, l'antico abitato romano. La struttura attuale risale al XII secolo. Nel Trecento, per la crescente popolarità della reliquia della Sacra Cintola (cintura della Madonna), l'edificio venne allargato col transetto, e poi con la Cappella della Cintola.
Esterno. Realizzata in alberese e serpentino, la facciata è divisa in tre zone da paraste. Il campanile, progettato dal maestro Guidetto, fu realizzato nel Duecento e completato intorno al 1356. L'orologio fu realizzato nel 1457 (l’attuale è del '700) al posto del rosone. Al centro della facciata è il grande portale realizzato nel 1412-1413. La lunetta presenta uno splendido altorilievo in ceramica invetriata bianca e azzurra con la Madonna col Bambino, e i Santi Stefano e Lorenzo incorniciati da cherubini, di Andrea Della Robbia (1489). L'elemento più interessante della struttura esterna è il Pulpito di Donatello, commissionato nel 1428 a Donatello e a Michelozzo, e completato nel 1438. La base del pulpito è lo spigolo della chiesa, arricchito dal capitello in bronzo, opera di Michelozzo e di Maso di Bartolomeo (1433). Dal capitello partono le fasce concentriche sporgenti e scolpite con vari decori, sormontate da quindici mensole, ornate da foglie, che sorreggono il parapetto con le formelle scolpite da Donatello. La forma del parapetto ricorda un tempietto sorretto da coppie di colonne che lo dividono in riquadri, ove sono inserite le formelle con gruppi di angeli danzanti.
Interno. L’interno del Duomo presenta un aspetto unitario. Il pavimento in alberese, marmo rosso e serpentino verde è opera di Bernardo del Basso (1542-45). Sulla destra è il vano del battistero con un grande fonte battesimale in serpentino, realizzato nel 1596. Le tre navate sono divise da sei arcate per lato sorrette da robuste colonne; i capitelli sono scolpiti con motivi vegetali, volute, rosette e con teste umane. La sesta campata introduce al Transetto inserito nella struttura da Giovanni Pisano del 1317, e terminato nel 1368. Nella parete destra del braccio destro è il tabernacolo detto della Madonna dell'Ulivo, opera di Giuliano, Giovanni e Benedetto da Maiano (1480). Il tabernacolo ospita la Madonna col Bambino, scultura in terracotta opera di Benedetto. Vicino è lo splendido candelabro bronzeo opera di Maso di Bartolomeo (1440).
Splendide sono le cappelle absidali, decorate con pitture eccelse e sculture. Si incontrano via via la Cappella Vinaccesi, detta anche del Crocifisso per la presenza di uno splendido Cristo deposto ligneo policromo risalente al XIII secolo, la Cappella dell'Assunta, decorata con preziose e importanti Storie della Vergine e di Santo Stefano, opera di Paolo Uccello (1433), la Cappella maggiore con un prezioso crocifisso in bronzo di Ferdinando Tacca (1653) e con le pareti decorate dal famoso ciclo di affreschi con Storie dei Santi Stefano e Giovanni Battista, opera fra le più significative di Filippo Lippi (1452-1465). Nella Cappella centrale la bella vetrata fu realizzata nel 1459 da Lorenzo da Pelago su disegno del Lippi. L’attigua Cappella Manassei è affrescata con Storie di Santa Margherita e San Giacomo. La seguente Cappella Inghirami è decorata da un bel pavimento seicentesco in marmo policromo con bell’effetto prospettico. La parte inferiore della parete sinistra è occupata dal monumento funebre di Filippo Inghirami, opera di Benedetto da Maiano. Lungo la navata sinistra, troviamo lo splendido pulpito interno in marmo bianco, con forma a calice, realizzato nel 1469-1473 da Mino da Fiesole, su progetto di Pasquino da Montepulciano.
Nell’ultima campata si trova la Cappella della Sacra Cintola, costruita nel 1386-1390 per custodire la reliquia mariana, su progetto di Lorenzo di Filippo. La cappella è affrescata con lo splendido ciclo trecentesco che racconta le Storie della Vergine e della Sacra Cintola, opera di Agnolo Gaddi. Al centro della cappella vi è l'elegante altare in marmi pregiati, completato da un prezioso gradino in argento, opera di Giuseppe Cerroti (1745-1760). Sulla sommità del gradino argenteo è posta la splendida statuetta in marmo bianco della Madonna col Bambino, uno dei maggiori capolavori di Giovanni Pisano. Il paliotto che protegge la teca della Sacra Cintola è costituito da un rilievo in bronzo raffigurante la Dormitio Virginis, realizzato da Emilio Greco nel 1983. La cappella è chiusa dalla splendida cancellata in bronzo, capolavoro rinascimentale di Maso di Bartolomeo (1442), completata da Matteo di Montepulciano (1460-68).
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