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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Castello dell'Imperatore

Prato / Italia
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Noto anche come Fortezza di Santa Barbara, o Castello Svevo, il Castello dell'Imperatore sorge in Piazza di Santa Maria delle Carceri ed è considerato la più importante testimonianza architettonica dei secoli XI-XIII presente a Prato. Si tratta di uno stupendo esempio di maniero svevo, l'unico nel centro-nord d'Italia. La costruzione si svolse fra il 1242 e il 1248: essa fu voluta da Federico II di Svevia, nell'ambito di un progetto per il controllo delle principali vie di comunicazioni che dal sud portavano in Germania. Il castello è opera dell’architetto Riccardo da Lentini, che diresse maestranze fatte giungere dalla Puglia, e fu eretto sul terreno che già ospitava una fortificazione minore, donato all'imperatore da una famiglia Ghibellina pratese.
L'edificio ha pianta quadrata, con quattro torri agli angoli e altre quattro, di cui due disposte a sperone e due ereditate dal precedente fortilizio, al centro di ogni lato della cortina muraria. Il coronamento delle mura e delle torri è realizzato con i caratteristici merli ghibellini a coda di rondine.
L'ingresso principale, un portale con arco a sesto acuto, è impreziosito con elementi decorativi dicromi ottenuti alternando fasce di marmo bianche e verdi; i due leoni scolpiti ai lati della porta conferiscono al castello l'iconografia della casa imperiale. Da notare anche come accurato sia stato lo studio per il posizionamento delle feritoie, al fine di consentire sia il tiro “di faccia” sia quello “fiancheggiante”. L'immagine del castello nel suo insieme è una perfetta fusione fra la forma e la funzione militare. L'interno è in pratica vuoto, senza traccia degli, incompiuti, edifici originali disposti su quattro ali simmetriche al cortile. A questi edifici si riferiscono le aperture presenti nelle cortine murarie. In passato, l’interno fu occupato da strutture provvisorie in legno e muratura atte ad ospitare la guarnigione. Fino ai recenti restauri (1975), l'interno era occupato da costruzioni moderne. Il castello fu infatti per lungo tempo adibito a carcere.
L’uso dei materiali (il calcare alberese e il serpentino o verde di Prato), richiama la tipica bicromia Toscana romano-gotica, in uso anche negli edifici ecclesiastici. Un'apertura sulla parte orientale collegava il Castello alla cerchia difensiva di porta Fiorentina, tramite il Cassero. Una scala a chiocciola in alberese dà accesso ai camminamenti dai quali si gode una ampia veduta sul territorio verso Firenze e il Montalbano.
Dal 1975 il Castello è aperto ai visitatori e ospita pubbliche manifestazioni nel vasto cortile interno.
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