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Mercoledì 18 Ottobre 2017, San Luca
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Visitare Potenza - guida breve

 

Cattedrale di San Gerardo

La Cattedrale di San Gerardo Sorge alla fine di Via Addone, in uno dei punti più alti di Potenza. Dedicato inizialmente alla Beata Vergine Assunta, poi a San Gerardo – che fu vescovo di Potenza dal 1111 al 1119 – il tempio risale al XII secolo, ma fu più volte rimaneggiato nei secoli. La Cattedrale fu ampliata nel 1250, ricostruita alla fine del Settecento, restaurata dopo il sisma del 1930 e rifatta dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il generale carattere neoclassico dell’edificio si deve alla ricostruzione del 1783-1799, voluta dal vescovo Serrao e progettata dall’architetto Antonio Magri, allievo del Vanvitelli.
La facciata si caratterizza per un bel portale architravato, in pietra calcarea, munito di timpano. Le ante bronzee sono state realizzate nel 1978 da Giovanni Niglia di Polistena. L'opera è priva di partizioni decorative, e raffigura simbolicamente la storia del popolo potentino. Un alto basamento sostiene una doppia coppia di lesene, con capitelli ionici. Sopra il cornicione altre due coppie di lesene indicano il secondo livello del prospetto. L'ultimo cornicione si sviluppa a costituire un timpano al centro del quale è inserito un piccolo rosone, forse l'ultimo residuo della chiesa primitiva. L'ingresso principale è preceduto da un'ampia gradinata semicircolare di restauro. A fianco dell'ingresso laterale si eleva il possente campanile a quattro livelli, coronato da una cuspide piramidale.
L’interno mostra un impianto a croce latina, un’unica navata, lunga metri 50 e larga 6,75, e un transetto con i bracci di diversa profondità. Navata, transetto e zona absidale sono coperti da volte a botte lunettate. Le cappelle laterali contengono pregevoli sculture lignee policrome. Il cappellone del braccio destro del transetto è dedicato a San Gerardo. L’altare è in marmi policromi; nel paliotto è sistemata una grata attraverso la quale si può vedere l'urna con le reliquie di San Gerardo. Sopra l'altare, in una nicchia, si trova una statua lignea policroma del santo, di autore ignoto. Il cappellone del braccio sinistro del transetto è dedicato al SS. Sacramento. Sovrastato da un bel ciborio di alabastro, l'altare ha un'apertura nel paliotto che permette di vedere l’urna con le reliquie di Santa Genuaria. La zona presbiterale è sopraelevata di circa un metro. L'altare basilicale al centro del presbiterio è stato realizzato durante i restauri degli anni '70 con gli elementi che costituivano il preesistente altare maggiore. Nella sistemazione attuale si è posto il paliotto marmoreo intarsiato a marmi policromi con rosone centrale di notevole pregio sul fronte che guarda il fondo dell'abside.
Le decorazioni pittoriche delle volte e del transetto furono realizzate negli anni 1933-1934 dal pittore Mario Prayer. Sulla volta della navata sono dipinte scene di storia sacra, con figure di apostoli nelle unghie delle lunette. Tra le quattro finestre del tamburo della cupola sono affrescate le Virtù Teologali. Nella volta del presbiterio sono affrescati il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo circondati da angeli.
 

Chiesa della Santissima Trinità

La Chiesa della Santissima Trinità è situata fra Piazza Duca della Verdura e Via Pretoria e ha delle origini abbastanza controverse. Sembra, infatti, che già nell’XI secolo esistesse a Potenza una chiesa intitolata alla Santissima Trinità. Certo è che la chiesa attuale fu riconsacrata nel 1429 dal vescovo Jacopo Squacquara, perché non si sapeva chi l’avesse consacrata la prima volta. Un atto notarile del Duecento attesta la donazione, fatta alla chiesa, di una casa in "castrovetere". L’antichità della chiesa è confermata da vari atti, emanati nel Duecento dalla Curia potentina. I verbali delle visite pastorali indicano che la chiesa, nel Cinquecento, aveva ancora un impianto a tre navate, con il presbiterio terminante in una o tre absidi e varie cappelle nelle navate minori. Il terremoto del 1694 fece crollare il campanile; quello del 1857 distrusse quasi completamente la chiesa, La ricostruzione iniziò nel 1860 e terminò nel 1930.
All'altezza dell'ingresso laterale che dà su Via Pretoria, si nota un dipinto dell'Annunciazione attribuito ad Antonio Stabile e un'acquasantiera in pietra del Settecento, di artista ignoto. L’interno è ad aula unica, con cappelle laterali e il transetto con abside. Nella zona superiore si aprono ampie finestre, la cui luce alleggerisce anche il controsoffitto a cassettoni decorati in oro. Nella zona absidale sorge il pregevole altare maggiore in marmi policromi, opera di un ignoto "marmoraro" napoletano della seconda metà del Settecento. L'abside comprende un prezioso organo a canne, mentre nel braccio destro del transetto sono collocate due tele di pregevolissima fattura: un olio su tavola del 1606 che raffigura la Madonna della Sanità detta anche Madonna dei Mali, attribuita a Giovanni De Gregorio detto il Pietrafesa, e un olio su tela del XVIII secolo con Madonna e Santi. Gli altari laterali custodiscono sculture lignee policrome di San Vincenzo Ferrer, della Madonna delle Grazie, di Sant’Anna, di San Francesco Saverio, e un Crocefisso. Le decorazioni pittoriche delle pareti sono opera di Mario Prayer (1934) e rappresentano figure di apostoli e santi, nonché episodi della sacra scrittura. Sul soffitto è dipinta una grandiosa raffigurazione della Trinità.
Notevoli sono anche tre dipinti custoditi in sagrestia: la Madonna e San Luca, opera di N. Cacciapuoti; la Madonna con Bambino e Santi, opera d’ignoto; una Madonna e Santi della seconda metà del Settecento.
 

Chiesa di San Michele Arcangelo

La Chiesa di San Michele Arcangelo, che prospetta sulla via omonima, risale al V secolo, quando papa era Gelasio I e vescovo a Potenza era Erculenzio. E’ probabile che la chiesa attuale, databile al XII secolo e progettata dal Maestro Sarolo di Muro Lucano, rappresenti un rifacimento della vecchia. In ogni caso, presenta i caratteri delle chiese romaniche.
La facciata, in muratura, con pietre lavorate faccia a vista, è divisa in tre zone da quattro lesene, che segnano l'ampiezza della navata centrale, Questa è sopraelevata rispetto alle laterali, che presentano spioventi con pendenze verso l'esterno. L’ingresso mostra un bel portale in pietra, con doppio stipite e due archi a tutto sesto. Sul lato destro dell’edificio c’è un ingresso laterale, sovrastato da una lunetta che reca un bassorilievo della Madonna con Bambino.
L'interno è di tipo basilicale, con tre navate divise da dodici pilastri sormontati da capitelli romanici con archi a tutto sesto. Nella navata di sinistra sta la cappella con il fonte battesimale (1950), con due dipinti murali del Prayer. Vicino è I'altare ligneo di Sant'Antonio, opera d’ignoto. L'altare maggiore, di tipo basilicale, è costituito da una mensa in pietra monoblocco, che è un'antica mensa di altare, trovata durante il restauro degli anni '70 nelle murature della chiesa. La pala dell'altare è divisa in tre zone, con figure di santi. Al centro sta una scultura lignea policroma di Sant'Antonio, opera d’ignoto intagliatore del Settecento. La parte lignea dell'altare è un importante documento della tradizione artigianale lucana, caratterizzata da un elegante apparato decorativo.
La chiesa contiene molte opere notevoli, tra cui: un dipinto racchiuso in un elemento trilobato ligneo in tre parti, in cui sono raffigurati un Cristo deposto dalla Croce, un Angelo annunziante e l'Annunziata; sembra che questi dipinti siano parti del polittico della Madonna del Carmine (1532), attribuito a Simone da Firenze, e della predella di Cristo e i dodici Apostoli, entrambi conservati in San Michele; una cinquecentesca Madonna del Rosario e quindici misteri, olio su tela del potentino Antonio Stabile; una Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Paolo, opera di Dirk Hendricksz, detto Teodoro d"Errico; una Annunciazione, di Giovanni de Gregorio, detto il Pietrafesa. Notevoli sono pure il dipinto a olio su tavola del Cristo con gli Apostoli; il Crocefisso ligneo policromo che campeggia sull’altare e una settecentesca scultura lignea di San Michele Arcangelo. Chiesa di Santa Lucia La piccola Chiesa di Santa Lucia si affaccia su un larghetto del Borgo omonimo, poco lontano da Via Portasalza. Non si sa quando la chiesetta sia stata costruita, ma si ritiene che sia strettamente collegata con “la Chiesa di San Giacomo apostolo, fuori le mura di Portasalza, senza chierici” che l’arcipresbitero della chiesa di San Michele ebbe dal vescovo Enrico, nel 1206. La facciata presenta i cantonali con paraste a pseudo-bugnato che risvoltano anche sui lati. Il portale, in pietra calcarea, ha in alto una semplice cornice, su cui un elemento modanato si alza a formare un arco a sesto acuto. Un piccolo campanile a vela sporge dal tetto della chiesa, sul lato sinistro dell’edificio. L'interno è ad aula unica, con un solo altare. Sopra il portale d'ingresso è sistemata una cantoria lignea con l'organo. Il soffitto è realizzato con un plafone ligneo del 1843, decorato con elementi ottagonali a doppia cornice, con fioroni centrali. Nell’arco si trova una piccola statua di Santa Lucia (1881), opera dello scultore potentino Michele Busciolano. La santa è avvolta in un mantello con i bordi ricamati: il volto sereno è incorniciato da un diadema e da un'aureola. Altri elementi notevoli sono: una preziosa acquasantiera che proviene dalla Chiesa di Santa Maria del Sepolcro; una seicentesca statua lignea policroma di Santa Lucia, di autore ignoto, e una seconda scultura lignea settecentesca, di buona fattura, che rappresenta San Giacomo.
 

Edicola di San Gerardo

L'Edicola di San Gerardo, che i Potentini chiamano familiarmente “San Gerardo di Marmo”, è un tempietto che sorge in Piazza Matteotti, Al suo interno si conserva la statua del santo omonimo, patrono della città. Come recita un’epigrafe sul lato destro del santo, l’edicola sarebbe stata realizzata nel 1865, per opera dello scultore potentino Antonio Busciolano (1823-1871), o di suo fratello Michele (1825-1894).
L'edicola ripropone la facciata di un edificio a cupola, chiamato “La Machina”, che veniva eretto sulla Piazza – in occasione della festa del santo patrono – quale sfondo alle esibizioni della banda musicale. La struttura presenta una pianta semicircolare, chiusa sul fondo da una parete continua. Sul basamento a gradoni poggiano cinque colonne con fusto scanalato che sorreggono architravi marmoree decorate da angioletti e rose in rilievo. La parete di fondo si divide in tre parti: quella centrale è formata da una vetrata policroma, su cui poggiano due colonne che inquadrano la statua del santo; quelle laterali portano due iscrizioni: a destra è ricordata la costruzione dell’edicola e la dedica a San Gerardo, mentre a sinistra sono ricordate l'invasione dei briganti nel 1809 e l'insurrezione anti austriaca del 18 agosto 1860.
 

Museo Archeologico Nazionale della Basilicata

Ospitato nel prestigioso Palazzo Loffredo, in Via Andrea Serrao, il Museo Archeologico Nazionale espone i ritrovamenti delle ricerche archeologiche condotte di recente nella Basilicata centrosettentrionale. Il Museo rappresenta una rassegna della complessa realtà archeologica di una regione in cui si sono incontrate genti di stirpe e di cultura diversa, al centro del Mediterraneo. E’ dedicato a Dinu Adamesteanu, studioso di grande rilievo e “fondatore” dell’archeologia lucana.
Il percorso museale si sviluppa su due piani e segue un criterio cronologico e territoriale a un tempo. Il visitatore ne ritrae un quadro generale sull'archeologia dell'intera regione e un ricco approfondimento, sugli eccezionali ritrovamenti del territorio di Potenza. Il materiale riguarda i periodi della precolonizzazione, che risale alla prima età del ferro, della Magna Grecia, a partire dall’VIII secolo a.C., e della dominazione romana. Ritrovato in varie località della regione, esso è costituito da articoli di oreficeria, sepolture e arredi funerari, armature, vasi attici, ceramiche, statue in bronzo e ceramiche: i numerosi reperti si riferiscono alle popolazioni di stirpe apula, agli Enotri, ai Peuketiantes, ai Lucani e ai Romani.
 

Museo Archeologico Provinciale

Riaperto alla fine del 1997, il Museo si trova in Via Ciccotti e si divide in due sezioni. La prima sezione presenta la storia dell'archeologia in Basilicata, dal Settecento all’Ottocento, condotta sulla base di specifiche monografie. La seconda espone i reperti rinvenuti negli scavi di Metaponto, Rossano di Vaglio, Monticchio e Serra. Tra i vari oggetti esposti (armi di pietra, oggetti d’uso dell’età del Ferro, iscrizioni osche, greche e latine, terrecotte, ceramiche, ornamenti vasi, statue ecc.) spiccano: il torso di "Kouros" del VI secolo a.C., un elmo corinzio in bronzo e una serie di statuette di figura femminile ritrovate a Monticchio.
 

Parco di Montereale

Il Parco di Montereale si estende sulla collina omonima, a sud-ovest del centro storico, e costituisce la più importante area verde della città. Il parco fu costituito nel 1934, e da allora – per l’amenità del paesaggio, per gli stupendi panorami che vi si possono ammirare, per le manifestazioni culturali che vi si svolgono – è diventato la meta domenicale preferita dai Potentini. In precedenza l’area era utilizzata per giustiziare i briganti, per scopi militari e agricoli. Ora è un bellissimo giardino, ornato di conifere, cedri e tigli, e munito di attrezzature sportive: comprende infatti una bella piscina, un campo per giocare a bocce, una pista da ballo e un attrezzato Palazzetto dello Sport.
Restaurato negli anni Novanta, oggi appartiene al Comune di Potenza ed è stato inserito nell’inventario generale del “Censimento dei giardini storici della Basilicata”.
 

Via Pretoria

Di origine romana, forse risalente ai tempi delle guerre civili tra Silla e Mario, Via Pretoria è un’arteria lunga e stretta che attraversa tutta la città, dal largo di Portasalza alla Torre Guevara. Larga non più di quattro metri, Via Pretoria è definita il “salotto” di Potenza, un salotto elegante e di vago sapore ottocentesco. Di sicuro ha un posto nel cuore dei Potentini, è un luogo di incontro e di shopping: i suoi bei negozi, i suoi caffè e pasticcerie sono frequentatissimi, specie nelle ore del passeggio serale. Fiancheggiata da bei palazzi, mostra di tanto in tanto i segni dell’antico: frammenti di lapidi romane e medievali, e perfino gli anelli ai quali si legavano in passato cavalli ed asini. Lungo il percorso si incontra Piazza Mario Pagano, incorniciata dal Palazzo del Governo, dal Palazzo dell’INA e dal Teatro Comunale. Così Via Pretoria è cantata dal poeta Mario Albano:
Gn’è tanta ggente disce ca si brutta
forse pecché si vecchia, dongh’ e stretta,
sta ggente nun lu sà, o lu fa apposta,
ca tu si pure ‘mpò la storia nosta...
 

Villa Romana

Scavi condotti nel 1973 in località Malvaccaro – alla periferia di Potenza – hanno portato alla luce i resti di una villa d’epoca romana, probabilmente del III secolo d.C. La zona centrale della villa, attorno alla quale si aprono cinque ambienti, è formata da un’aula absidata, probabile salone di rappresentanza. L’aula presenta un pavimento in mosaico policromo, con un motivo a squame incorniciato da una fascia di triangoli disposti a spina di pesce: all’epoca, questa tipologia decorativa era abbastanza comune in Lucania. Il sottostante triclinio si caratterizza anch’esso per un bellissimo pavimento musivo, diviso in quattro settori decorati a motivi geometrici inseriti in un’ampia cornice con quadrifogli neri e rombi arancioni. Al centro, si nota un medaglione con i resti di due figure femminili: di queste figure colpisce la fissità dello sguardo.
Dall’andamento della struttura, sembra che la Villa continui verso sud. Qui la presenza di un fabbricato, forse adibito a deposito, fa ritenere che l’edificio non fosse una tipica “villa periferica”, bensì una villa con annessa attività produttiva.