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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Guida Potenza

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Quali sono i posti da visitare a Potenza? Qui puoi trovare una guida di Potenza e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Potenza.
Nel suo Viaggio in Italia del 1957, Guido Piovene descrive, con poche pennellate, la città:

«A Potenza si giunge da plaghe nude, e d'un tratto si vede sorgere una fungaia di alti caseggiati moderni. Potenza cresce a vista d'occhio, presa dalla febbre edilizia. Questo rivestimento di caseggiati ... circonda il vecchio nucleo della cittadina borbonica, la quale però è tutt'altro che morta. Appena vi si penetra la si ritrova, con la via principale stretta, e con le viuzze disposte in modo da tagliare il vento ... Misti alle novità, spiccano, in contrasto fitto, anche i residui delle vecchie brutture. Numerosi i "sottani", abitazioni sotto il livello stradale, nell'interno dei quali si entra scendendo dalla strada come in cantina ...».

Capoluogo di provincia e della regione Basilicata, Potenza conta quasi 70.000 abitanti. La città sorge a 819 metri sul livello del mare, e si sviluppa su una dorsale appenninica a nord delle Dolomiti lucane nell'alta valle del Basento, attraversata dal fiume omonimo e racchiusa da vari monti. L'antico nucleo medievale, ossia il quartiere centro storico, è in alto; i quartieri moderni, più estesi, sono sorti più in basso. Probabilmente, la prima collocazione della città fu a quota 1.095 di altitudine, in località oggi denominata Serra di Vaglio. In epoca successiva, l'insediamento urbano potrebbe essersi trasferito, per ragioni ignote, sul colle ove sorge il centro antico.
Fino al XIX secolo la viabilità urbana era costituita da due assi, la Strada Pretoria il cui nome ricorda le origini romane della città, e la “via sacra delle chiese”, su cui sbucavano i vicoletti e le quintane che costituivano il tessuto abitativo della città. Via Pretoria tuttora rappresenta il cuore del centro storico lungo il cui tracciato si possono ammirare i principali simboli architettonici, artistici e culturali della città.
Per capire i segreti di Potenza, per penetrare il suo “carattere” di città solitaria, vissuta lungamente isolata dai grandi centri e dai grandi traffici, per coglierne gli aspetti artistici e i segni del passaggio della storia, il visitatore deve percorrere la città pian piano, insinuarsi tra vicoli e piazzette, fermarsi spesso e osservare attentamente l’insieme e i dettagli. La fatica viene ampiamente compensata, soprattutto se ci si ferma a parlare con i potentini, gustandone la cordialità e il vivace dialetto.
Partendo da Ovest si trova ciò che rimane del castello, ossia la Torre Guevara restaurata negli ultimi anni dagli ingenti danni causati dal terremoto nel 1980, e adibita così a Galleria D'Arte. In passato aveva svolto il ruolo di lazzaretto prima e di Ospedale sia Civile che Militare poi.
Uscendo dal parco della Torre Belvedere, si nota l'antico Palazzo Bonifacio, datato al XVII secolo e rinchiuso intorno al piccolo cortile come un fortino. Proseguendo verso Est, vi è il Duomo, dedicato al santo patrono della città, San Gerardo, ma anticamente dedicato alla Beata Vergine Assunta. Lo stile della chiesa è il neoclassico poiché l’edificio è stato ricostruito nel Settecento da un allievo del Vanvitelli. Nell'interno è conservato un sarcofago d'epoca romana, dentro il quale si conservano i resti del santo.
Raggiunta Piazza Matteotti, o Piazza Sedile, sulla sinistra troviamo l'Edicola di San Gerardo, costruita nel 1865 dallo scultore potentino Antonio Busciolano e dedicata al santo patrono della città. Proseguendo per Via Pretoria, sulla destra si erge la Chiesa della Santissima Trinità, una delle più antiche di Potenza. L'ingresso laterale della chiesa, che prospetta su Via Pretoria, conserva sulla lunetta dell'arco - sopra l'ingresso - una tempera su tavola raffigurante l'Annunciazione. Il centro di Via Pretoria è caratterizzato dalla grande Piazza Mario Pagano, punto di ritrovo di tutti i potentini. Sulla piazza si affacciano il Teatro, intitolato a Francesco Stabile, il Palazzo del Governo, e - nell'angolo destro - la duecentesca Chiesa di San Francesco. Proseguendo verso Est, sorge la Chiesa di San Michele Arcangelo, che risale sicuramente a molto prima del 1178, anche perché la denominazione di San Michele denuncia origini Longobarde. La chiesa presenta i caratteri di quelle d'epoca romanica. Verso la fine di via Pretoria troviamo la cappella di Santa Lucia. Oltrepassata Portasalza, si intravede il ponte Viggiani, che porta al Parco di Montereale; questo parco risale alla seconda metà del Novecento e si estende prevalentemente in zona pianeggiante.
Le Porte di Potenza, rappresentano le antiche entrate al centro storico della città, intorno alle mura di cinta che la racchiudevano per la difesa dagli assalti nemici. Attualmente quelle "visibili" sono soltanto tre: Porta San Giovanni, Porta San Luca e Porta San Gerardo. Le altre porte furono abbattute nel corso dei secoli, per la modernizzazione del nucleo urbano della città, e sono: Portasalza, Porta Amendola e Porta Trinità.
Sicuramente da gustare è la cucina locale, caratterizzata da pietanze semplici e genuine, da ottimi formaggi e salumi, e da molti piatti di origine campana. Famosi sono i cosiddetti “ravioli alla potentina” - con un saporito ripieno di ricotta, prezzemolo, prosciutto crudo tritato, uova e pepe - conditi con ragù di carne e con pecorino e ricotta salata; tipici sono anche gli “strascinati” conditi con sugo di carne di maiale e salsiccia e pecorino. Molto usata la carne di agnello e di capretto, accompagnata da finocchi e lenticchie. Tra i dolci si distinguono i caratteristici “taralli”, ricoperti di glassa di zucchero. Tra i non molti vini della zona, spiccano il rosso Aglianico del Vulture, e i bianchi Moscato e Malvasia del Vulture.

Hai un solo giorno e non sai i principali luoghi da visitare a Potenza? Leggi la Guida ridotta
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