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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Palazzo Pretorio

Pistoia / Italia
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Cuore della città, Piazza del Duomo attesta con le sue costruzioni l’intensa vita del popolo pistoiese attraverso i secoli. Come scrisse il Chiti: «Qui si concentrano le principali funzioni della vita cittadina: Chiesa, Municipio e Giustizia; qui si tiene … il tradizionale mercato di granaglie, di tessuti e mercerie, pel quale un aspetto singolare e gaio assume la piazza. II visitatore non può certamente rimanere non compreso alla vista simultanea di tre edifici, che a un tratto gli si presentano - il Palazzo del Comune, la Cattedrale e Palazzo Pretorio - e che danno a tutta la piazza un aspetto caratteristico, un insieme armonioso, pur avendo ogni edificio un'architettura a sé».
Eretto nella seconda metà del Trecento, il Palazzo Pretorio, o del Podestà, fu abitato da coloro che hanno amministrato la giustizia a Pistoia: in epoca medievale il Podestà e, durante la dominazione medicea, i Commissari fiorentini. Ancora nel Trecento all’edificio, incentrato sulla corte a pianta quadrata e corrispondente a quello che oggi è lo spazio occupato dalle prime quattro finestre a sinistra, in asse alle quali si apre il portone d'ingresso, fu aggiunto un nuovo corpo destinato ad accogliere gli alloggi delle guardie, le prigioni e le stalle. Nella corte interna come dimostrano gli scranni in pietra dove risiedevano i magistrati, quelli oggi visibili sono stati costruiti nei primi anni del Cinquecento, si svolgevano i processi pubblici.
Nei primi anni dell'Ottocento, abolite le magistrature podestarili, il Palazzo divenne sede del Tribunale Collegiale e, qualche anno dopo, del Regio Tribunale di Prima Istanza. Dopo questo cambiamento, il Palazzo fu ristrutturato e ampliato, fra il 1836 e il 1846. In particolare, la decorazione a tempera o a fresco con gli stemmi dei podestà e dei commissari che adorna il loggiato, datata a partire dal XV secolo, fu completata da Bartolomeo Valiani, Ferdinando Marini e Aurelio Machol, che vi aggiunsero alcune scene in ricordo delle epoche più gloriose della città. Le scale presenti sulla destra dell'ingresso conducevano alla grande sala del primo piano, quella in cui ancora oggi si celebrano le udienze, e agli appartamenti privati.
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