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Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
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Complesso di San Domenico

Pistoia / Italia
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La Chiesa e l’annesso convento sorgono su Piazza Garibaldi e risalgono alla seconda metà del Duecento. Convento. Sul finire del secolo il convento ha già una sua fisionomia che incarna il carisma dell'Ordine (vita comunitaria, di preghiera, di studio e di predicazione) e sono ricordati vari Domenicani pistoiesi, apprezzati come emeriti predicatori generali, professori, esperti di Bibbia, di filosofia e di teologia. Tracce di quest'epoca si notano ancora in alcuni affreschi, in particolare la bella crocifissione con la sua sinopia conservata nel Capitolo, databile alla fine del '200 e attribuibile a un pittore della cerchia di Coppo di Marcovaldo. Dall’anno 1512 fu avviata un’ampia ristrutturazione architettonica che interessò il chiostro e la chiesa e impegnò i Padri nei due secoli seguenti. Nel periodo post-tridentino, il convento riduce le proporzioni del chiostro e affida al veronese Sebastiano Vini il compito di riprodurre sulle venti Lunette del quadrilatero gli episodi della vita di San Domenico (1596).
Chiesa. Il prospetto si caratterizza per un ricco portale centrale, ove è evidente la mano di Giovanni Pisano. L’interno, modificato nel Sei e nel Settecento, è a navata unica, con transetto e cappelle presbiterali. Fra le opere maggiori qui conservate, si notino: i quattro monumenti funebri della famiglia Rospigliosi ai due lati del transetto e il monumento funebre a Filippo Lazzari, di Bernardo e Antonio Rossellino, eseguito nel 1462-64. In sagrestia sono i resti di pregevoli affreschi, tra cui un San Girolamo penitente, attribuito al Verrocchio o al Pollaiolo, e la Cavalcata dei Magi di Bernardo di Stefano Rosselli (1477).
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