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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Chiesa dello Spirito Santo

Pistoia / Italia
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La Chiesa prospetta sulla Piazza omonima ed è l’opera architettonica di maggior pregio del Seicento pistoiese. Originariamente dedicata a Sant'Ignazio di Loyola, essa fu eretta nel 1647, su progetto del padre gesuita Tommaso Ramignani (1596-1657). La struttura era terminata nel 1660, e da allora fu possibile procedere alla sua decorazione interna. I Rospigliosi, e in particolare il futuro papa Clemente IX, si prodigarono molto per dare all'edificio il giusto decoro. Dai Gesuiti, la Chiesa passò nel 1774 alla Congregazione dei Preti dello Spirito Santo, quindi ottenne lo statuto di parrocchia. Nell’Ottocento fu sottoposta a lievi restauri; verso la fine del Novecento fu necessario un vasto restauro. L'architettura è eclettica: si riallaccia alla tradizione della prima generazione delle chiese gesuitiche e quindi al rigorismo della Controriforma, ma nello stesso tempo richiama esempi del primo manierismo toscano, di derivazione sangallesca.
La facciata è a filari irregolari di pietre, con un portale molto semplice e privo di decorazioni. Il campanile si eleva sulla destra ed è aperto all'altezza della cella campanaria da quattro grandi finestre a tutto sesto.
L'interno è ad aula con volta a botte e con quattro cappelle laterali. Nella parete compresa tra due lesene sono state ricavate nicchie e confessionali. Un ballatoio sostenuto da mensole corre lungo il perimetro della chiesa. Fra le opere artistiche di maggior pregio, notiamo lo stupendo altar maggiore, in marmi policromi, eseguito su disegno di Gian Lorenzo Bernini, con la pala di Pietro Berrettini da Cortona raffigurante l’Apparizione di Cristo a Sant’Ignazio di Loyola, del 1668; La Vergine e Cristo in gloria con San Liborio, San Domenico, Santa Lucia e altri Santi di Ludovico Gimignani; il gruppo scultoreo in legno policromo con la Vergine, Cristo, San Giovanni e la Maddalena; la tela San Francesco Saverio predica agli infedeli di Andrea Pozzo; Cristo deposto con Santi gesuiti di Ottaviano Dandini; l'Assunzione di Maria di Giuseppe Nasini; Santa Lucia di Gio. Battista Gigli; il ciborio, a forma di tempietto poligonale. Sulla parete di sinistra si staglia il meraviglioso organo seicentesco, costruito (1664) dal gesuita fiammingo Willem Hermans, con cassa decorata a intaglio e dorata.
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