Login / Registrazione
Mercoledì 7 Dicembre 2016, Sant'Ambrogio
follow us! @travelitalia

Cattedrale di San Zeno

Pistoia / Italia
Vota Cattedrale di San Zeno!
attualmente: 09.50/10 su 8 voti
Con tutta probabilità l'edificio è stato ricostruito nel XII secolo. Non a caso, nella prima metà di quel secolo, il vescovo Atto consacrava al suo interno il primo altare, dedicato a San Jacopo. La Cattedrale fu ampiamente rimaneggiata dopo il grave incendio dei primi del Duecento. Si nota che l’edificio ha assunto l'aspetto odierno verso la metà del XIII secolo, risultando così non un'opera architettonica di carattere unitario, ma un articolato palinsesto di interventi successivi. Nei secoli XIV e XV, si provvide alla costruzione e alla decorazione del portico di facciata nonché alla copertura voltata delle navate laterali. Nel Cinquecento la Cattedrale fu ancora una volta oggetto di importanti restauri.
L’esterno è caratterizzato da un triplice ordine di logge, da uno stupendo portico trecentesco e dalla tipica decorazione di strisce di marmo bianco e nero. Alla sinistra si trova il campanile, alto più di 66 metri, un tempo torre di guardia longobarda, abbellita nel 1301 da Giovanni Pisano. Sulla cima si possono notare i merli a coda di rondine, simbolo dell’antica fede ghibellina della città. Frutto di varie fasi costruttive, il Campanile si presenta snello ed elegante, con la parte basamentale di pietra arenaria che s’ingentilisce nella parte superiore nei tre ordini di loggette, illeggiadrite dalla loro ornamentazione marmorea bianca e verde.
L’interno, a tre navi, è tutto un rifacimento settecentesco, con altre deturpazioni posteriormente introdottevi. La maggior parte delle opere dei migliori artisti e dei secoli più importanti, pitture e sculture, andarono disperse o scomposte. La Cattedrale conserva comunque una raffinata esposizione di sculture, prima fra tutte il meraviglioso fonte battesimale sulla parete d’ingresso, realizzato da Benedetto da Maiano. A destra trova posto il monumento dedicato al poeta e giureconsulto Cino da Pistoia. Subito dopo, nella navata destra si trova la Cappella di San Jacopo, ove si ammira uno dei pezzi d’argento più preziosi d’Italia: il dossale di San Jacopo, pesante quasi una tonnellata e composto da 628 figure scolpite, alcune dal Brunelleschi. Fra le altre opere d’arte qui conservate, ricordiamo: il monumento al cardinal Niccolò Forteguerri, su disegno del Verrocchio; la Cappella Pappagalli, sempre del Verrocchio, e la tavola con la Sacra Conversazione, (o Madonna di Piazza), opera di Lorenzo di Credi. Nella navata destra: il Crocifisso, dipinto del 1275 di Coppo di Marcovaldo e Salerno di Coppo. Nella piccola cappella del Giudizio, sono frammenti di affreschi del XIV secolo, raffiguranti il Giudizio Finale. L’acquasantiera del XIII secolo è della scuola di Nicola Pisano. In controfacciata sono i bassorilievi trecenteschi dell’arca di Sant’Atto e il fonte battesimale di Andrea da Fiesole, del 1497.
Notevole anche la Sacrestia de’ belli arredi, celebre per ricchezza e preziosità degli oggetti conservati, ma soprattutto per il sacrilego furto compiutovi nel 1292 da quel Vanni Fucci che Dante ricorda nel suo Inferno. Dalla sacrestia si accede alla Sala Capitolare - con bei seggi attorno alle pareti e buoni dipinti d'autori non bene identificati; tornando quindi nella chiesa, s’incontra la Cappella maggiore. In origine vi fu qui una cappella architettata da Nicola Pisano e decorata con musaici da fra Jacopo da Turrita, ma alla fine del Trecento venne riedificata in più ampie proporzioni dal pistoiese Jacopo Lafri. Oggi è tutta adorna d'opere moderne - affreschi del Passignano e del Sorri, quadri dell’Allori, di Gregorio Pagani, di Benedetto Veli; modellazioni di un supposto allievo di Giambologna sono le due grandi statue in creta di San Jacopo e San Zeno. Gli stalli del coro furono disegnati nel 1469 da Ventura Vitoni.
La cripta della Confessione è sostenuta da sei colonne di granito. Nella navata sinistra è una tavola con la Vergine e il figlio cominciata dal Verrocchio e terminata da Lorenzo di Credi nel 1485. Vicino è il busto del vescovo Donato de' Medici di Antonio Rossellino. Alla scuola di Giovanni d'Agostino da Siena (1348) sono attribuiti i resti della tomba del vescovo Ricciardi e di suo fratello Bonifazio.
Condividi "Cattedrale di San Zeno" su facebook o altri social media!