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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Chiesa di San Michele degli Scalzi

Pisa / Italia
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Chiesa e monastero di San Michele degli Scalzi furono costruiti sopra un preesistente oratorio intorno alla metà del XII secolo. Tra il 1152 e il 1171 furono completate le strutture e il complesso fu assegnato ai monaci benedettini Pulsanesi, originari del Monte Pulsano in Puglia. I frati, detti "scalzi", furono molto attivi nell’abbellire la struttura. Nel 1168 fu completato un ciclo di affreschi sulla vita di Isacco: di questi affreschi rimane solo qualche traccia e qualche frammento conservato nel Museo Nazionale San Matteo. Nel 1412 il complesso passò agli Agostiniani; nel 1463 Pio II lo assegnò ai Canonici Lateranensi.
All'inizio del Seicento la chiesa fu modificata. Furono aggiunte delle volte alle navate e aperte finestre al posto delle feritoie. Nel 1627 fu completato il chiostro. Nel 1784 il monastero passo agli Olivetani. Iniziò poi una fase di decadenza della struttura, che durò fino a quando il complesso non fu ceduto a privati, nel 1796. Cinquant'anni dopo, la chiesa fu riconsacrata e restituita alla sua bellezza attraverso un accurato restauro. Anche nel Novecento furono effettuati numerosi interventi, ma nel 1944 la chiesa fu bombardata: si salvò miracolosamente il campanile. La piena dell'Arno del 1949 ne riavviò il processo di disfacimento.
La chiesa è una struttura con pianta basilicale, un tetto a capanna e una facciata a tre ingressi. È affiancata sul lato sud da un campanile costruito in laterizio su una base di pietra, caratterizzato per la forte pendenza. Numerosi elementi di questa chiesa la riconducono all'architettura romanico-pisana del Duomo: l'impiego del marmo e la divisione in cinque arcate, poggianti su semicolonne, della facciata. All'interno della chiesa è visibile una preziosa croce dipinta del Duecento, proveniente dalla chiesa di San Giovanni Decollato, del tipico stile pisano-lucchese cui fa capo il Berlinghiero. La composizione, che denota una certa influenza bizantina, è ricondotta all'opera giovanile di Giunta Pisano, ma l’autore rimane tuttora ignoto. Il bel rilievo con Cristo pantocratore, che sovrastava il portale, e i 42 bacini ceramici decorativi, provenienti da varie parti del Mediterraneo, sono stati trasferiti al Museo Nazionale di San Matteo.
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