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Mercoledì 7 Dicembre 2016, Sant'Ambrogio
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Battistero

Pisa / Italia
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Charles de Brosses, dotto viaggiatore francese del Settecento, così scriveva a proposito della Piazza dei Miracoli e del Battistero: “Non esiste nulla di più perfetto del Battistero, che si trova lì accanto; ha forma circolare, e lo ricopre una graziosa cupola a Foggia di turbante; l'interno è come quello di un tempio pagano, completamente vuoto, e senza altro ornamento che due piani di colonne. Quando si parla all'interno, la voce riecheggia per alcuni secondi come il suono di una grossa campana, e il suono decresce poco per volta in modo assai piacevole. C'è lì un bel quadro dei Figli di Zebedeo, di Andrea del Sarto”. Il Battistero è uno dei quattro stupendi edifici che formano il complesso monumentale di Piazza dei Miracoli (o Campo dei Miracoli, o Piazza del Duomo), ed è noto anche perché, nel 1564, vi fu battezzato Galileo. L’opera - iniziata nel 1152 - fu completata solo alla fine del Trecento. Il progetto originale del Battistero si deve al Diotisalvi, tuttavia i lavori furono interrotti presto e ripresi - con nuove impostazioni - un secolo dopo, sotto la guida di Nicola e Giovanni Pisano. La lunga lavorazione ed il cambiamento dei costruttori hanno determinato la particolare mescolanza di stili architettonici che contraddistingue il Battistero e che è possibile ritrovare anche in altre opere della Piazza. L'ultimo intervento importante sul Battistero risale all’Ottocento: allora le originarie sculture ornamentali - statue e busti di santi e profeti - furono sostituite da copie e trasferite al Museo dell'Opera del Duomo, ove tuttora si trovano.
Il Battistero ha una circonferenza di 107 metri e un’altezza totale di 54; ha pianta circolare, ed è ricoperto di marmo bianco, prevalentemente in stile romanico-pisano, anche se decorazioni e bifore dimostrano una chiara influenza gotica. La cupola piramidale ha otto facce: una parte è di mattone rosso e un’altra di lamine di piombo bianco. Al culmine, sta un cupolino su cui poggia una statua bronzea di San Giovanni Battista. I nemici di Pisa solevano accusare i pisani di non aver completato la cupola per risparmiar quattrini: oggi si sa che la decisione di non ricoprire di rosso l'intera cupola va ascritta alla funzione secondaria di torre-faro notturno, assegnata appunto al Battistero. Nelle città di mare vi erano numerose strutture che sfruttavano il riflesso della luna sulle lastre bianche per segnalare la loro posizione alle navi lontane.
L'interno del Battistero fu progettato spoglio, per favorire un’eco straordinaria, in grado di creare un'atmosfera mistica e suggestiva. Al centro della struttura è posto il Fonte Battesimale, concepito per il rito "ad immersione", allora molto comune. Opera di Guido Bigarelli da Como, realizzato nel 1246, è costituito da una grande vasca ottagonale con altre quattro vasche più piccole all'interno. L'opera, pur mantenendo una linea semplice, secondo l’austerità che domina l'ambiente, risente dell'influenza bizantina del suo autore, che si rivela negli intarsi che la impreziosiscono.
Il pulpito dell'edificio fu realizzato tra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano e rappresenta una delle novità dell'epoca in tema di sculture, specialmente per la profondità e la precisione delle figure, che annunciano il progressivo allontanamento dall'arte romanica. A pianta esagonale, il Pulpito presenta, infatti, decorazioni e rilievi che annunciano il recupero e la rilettura dello stile classico che rinnoverà profondamente l'arte italiana nei secoli successivi. Nei sei riquadri principali sono raffigurate scene della vita di Gesù e del Giudizio Universale.
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