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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Palazzo Comunale (Palazzo Gotico)

Piacenza / Italia
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Simbolo di Piacenza, il Palazzo Comunale, o Palazzo Gotico, sorge nel 1281 per iniziativa di Alberto Scoto, capo dell’Università dei Mercanti e potente signore della città. Per far posto alla nuova costruzione, che oggi campeggia in Piazza Cavalli, vennero abbattuti un convento e la chiesa dedicata a Santa Maria de Bigulis. La costruzione viene affidata agli architetti piacentini Pietro da Cagnano, Negro de’ Negri, Gherardo Campanaro e Pietro da Borghetto, e l’edificio viene destinato a sede del Governo cittadino.
Di stile lombardo ogivale, con la cornice ornata di archetti, la merlatura ghibellina a coda di rondine, la torretta centrale che racchiude il campanone e le due torrette laterali, il Palazzo Gotico è un insigne esempio di architettura civile medioevale. Su un basamento marmoreo, aperto da una loggia gotica con archi a sesto acuto, si imposta il piano superiore, dalle forme romaniche, con archi a pieno centro traforati da snelle trifore.
Pur ritoccato e ammodernato nei secoli, il Palazzo subì il degrado del tempo. Intorno al 1860 l’immobile fu oggetto di un vivace dibattito riguardante il restauro architettonico. Nel 1871 iniziò il riassetto del Palazzo, che fu denominato Gotico. In particolare, fu riportata alla luce la torretta medievale dell'angolo nord-est, murata nel Cinquecento, e rifatta tutta la parte terminale del monumento, sino alle merlature di coronamento.
Oggi la facciata risulta divisa in due ordini. Quello inferiore è distinto da cinque possenti arcate a sesto acuto che determinano un portico a due navate coperto da volte a crociera; quello superiore, in laterizio, è ritmato invece da sei finestroni a tutto sesto, arricchiti da svariati ornati di cotto. Tra la quarta e la quinta finestra è ospitata entro un nicchia, una statua raffigurante Maria con il Bambino (opera del Duecento, oggi al Museo Civico) proveniente dalle vicina chiesa di San Francesco, mentre nella torretta centrale è lo storico campanone, utilizzato in passato per radunare il popolo. Varcato il porticato e giunti nel cortile si può, percorrendo lo scalone a destra, raggiungere il vasto salone rettangolare con tetto a capriate, frutto dei restauri del 1884. Questo salone, di metri 40 x 16, presenta un bel soffitto ligneo architravato e arricchito da decori pittorici. Fu sede delle assemblee e poi teatro; dopo alcuni lavori di restauro oggi è prestigiosa sede di iniziative culturali.
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