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Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
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Chiesa di San Giovanni in Canale

Piacenza / Italia
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Il tempio e l'annesso convento sorgono nella verdeggiante Via Beverora. A Piacenza, sono tra i più espressivi esempi dell'architettura degli ordini mendicanti. Furono fondati intorno al 1220 dai frati Domenicani, giunti in città nel 1219. La chiesa, intitolata inizialmente a San Giovanni, verrà poi detta in Canale a ricordo dei canali che un tempo alimentavano gli orti e azionavano i numerosi mulini della zona.
L’edificio subì varie modifiche: intorno al 1522, forse su disegno dell’architetto Tramello, fu arretrata la parte absidale, modificata la copertura del soffitto e furono aggiunte decorative sulla facciata. Nel Sei-Settecento si abbellirono le pareti interne con stucchi e nel 1730 Giuliano Mozzani realizzò un nuovo altare maggiore. Nel primo Ottocento fu eretta la Cappella del Rosario, su disegno dell'architetto Tomba e con la consulenza del Canova. Nei primi anni dell’Ottocento, i Domenicani furono allontanati con i decreti napoleonici e il complesso andò rapidamente in degrado. Nella prima metà del ‘900, vari restauri recuperarono definitivamente le originarie forme gotiche e rinascimentali. Si intervenne anche sulla facciata, inserendovi un rosone a sostituzione di una precedente apertura trifora, decorando a mosaico le tre monofore poste nella parte terminale della facciata a capanna, e chiudendo i due accessi ai fianchi del portale mediano.
L'interno, a tre navate, è diviso da pilastri cilindrici in laterizio che sorreggono un tetto, a capriate sino alla IV campata, e voltato a crociera nelle rimanenti due. La spaziosa Cappella del Rosario ospita due magniloquenti dipinti neoclassici, l'uno del piacentino Gaspare Landi (1756-1830) illustrante la Salita al Calvario, l'altro di Vincenzo Camuccini (1771-1844), con la Presentazione al Tempio. Tra le altre opere di valore, si segnala: il sepolcro della famiglia Scotti-Gonzaga (secolo XIV); quello in breccia di Verona (secolo XIV) di proprietà degli Scotti, che reca sulla lastra la raffigurazione a bassorilievo di una cavaliere; nella cappella a destra del presbiterio, un affresco (inizi del XV secolo) che rappresenta Antonio Scotti davanti al Beato Marcolino da Forlì, di Gherardo Garatoli; vari dipinti murali del XV secolo, con i santi Pietro e Paolo e Cristo al sepolcro. Le volte del presbiterio furono affrescate da Sebastiano Galeotti con la collaborazione del quadraturista Francesco Natali (prima metà del XVIII secolo).

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