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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Basilica di San Savino

Piacenza / Italia
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La Basilica di San Savino prospetta su Via Roma ed è una tra le più belle architetture romanico-lombarde dell’Italia settentrionale. Eretto nel 903 dal vescovo Everardo e ricostruito intorno all’anno Mille dal vescovo benedettino Sigifredo – dopo le distruzioni degli Ungari – l’edificio fu consacrato nel 1107 dal vescovo Aldo.
Le forme originarie furono variamente alterate nel tempo, ma vennero ripristinate agli inizi del Novecento da impegnativi restauri, che eliminarono le aggiunte barocche e riportarono alla luce la cripta e i preziosi mosaici.
L'attuale facciata, edificata nel 1721, non fu manomessa. Essa si apre inferiormente in un atrio a tre fornici e introduce in un maestoso interno basilicale a tre navate, concluse da tre absidi semicircolari. Le navate sono coperte da volte costolonate cupoliformi e divise da pilastri cruciformi. Sotto il presbiterio si estende la cripta, raggiungibile da un’ampia scala posta sul davanti del presbiterio stesso.
L’interno del tempio presenta capitelli antropomorfi di eccezionale finezza, agitati da una fantasia demoniaca, tra racemi, viticci, figurazioni umane e mostruose. L’altare maggiore, in marmo policromo e bronzo (1764), è opera di Giuseppe Filiberti, e ospita una ricca urna con i resti di San Savino (morto nel 420). Sopra l’altare campeggia un prezioso crocefisso ligneo del secolo XI, di autore ignoto. Di eccezionale qualità è poi il ciclo di affreschi del Pordenone (1529-1531), dislocati sulla cupola e nelle prime due cappelle di sinistra. Notevoli sono la Cappella dell’Immacolata, con decorazioni settecentesche e – sulla parete destra del presbiterio – il tabernacolo in marmo bianco di Petro Calabrino, seguace dell'Amadeo, firmato e datato 1510. I restauri del primo Novecento portarono alla luce due preziosi mosaici policromi del XII secolo. Uno è nel presbiterio, e raffigura il Tempo che ruota eternamente, invano trattenuto dagli uomini: il secondo mosaico è nella cripta.
La cripta è retta da sottili colonne sormontate da ricchi e svariati capitelli a intreccio appiattito o a elementi figurati. Il pavimento è rivestito da un raffinato mosaico, coevo e simile nello stile a quello della chiesa superiore. Vi si rappresentano i Mesi dell'anno, attraverso le attività umane che vi si svolgono. L'altare della cripta risale alla fine del XV secolo, ed è forse opera di uno scultore locale; esso reca la figura della Vergine con il Bambino, circondati da santi e dal Redentore.
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