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Guida Piacenza

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Quali sono i posti da visitare a Piacenza? Qui puoi trovare una guida di Piacenza e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Piacenza.
Così lo scrittore vicentino Guido Piovene, nel suo Viaggio in Italia del 1957, descrive Piacenza:

“La Lombardia muore a Piacenza, e ad essa subentra l'Emilia; ma, pur appartenendo alla regione emiliana, Piacenza è ancora una città lombarda. Piacenza è più ricca di Parma, d'una ricchezza chiusa, poco vistosa; occorre passare Piacenza, ed entrare a Parma, per tuffarsi nel ricco, cordiale, capriccioso umore emiliano, che fa d'ogni città una specie di collezione di novelle viventi. Il contrasto tra le due città è netto. Secondo la leggenda Piacenza non ama Parma, fino da quando Parma le portò via la sede del ducato sotto i Farnese; ed è rivolta molto più a nord che a sud. Città intimamente lombarda, ha un fondo conservatore …”.

Capoluogo dell'omonima provincia nella regione Emilia-Romagna, Piacenza è un Comune di circa 103.000 abitanti. La città sorge sulla riva destra del Po, ove confluiscono il fiume Trebbia e il torrente Nure. A pochi chilometri verso sud, sono i declivi dei Colli Piacentini, prime propaggini dell'Appennino Ligure. La posizione geografica della città ne ha da sempre determinato le sorti strategico-militari, quindi la storia, e ne ha fatto un importante nodo autostradale e ferroviario.
La città si presenta con un aspetto tipicamente medievale, a tratti severo, ma pur sempre armonioso e affascinante: gli antichi palazzi, per lo più realizzati in laterizi, risalgono al XIII secolo e si apprezzano per gli eleganti portali, in uno sfondo urbano rinascimentale di grande eleganza. Già nel Settecento i visitatori che attraversarono la Val Padana, soprannominarono Piacenza “la città dei Palazzi”, per la peculiarità della sua architettura nobiliare. Infatti, diversamente da Parma, che aveva un’aristocrazia di corte, Piacenza era senza corte e la classe nobiliare, che preferiva risiedere in città, poteva celebrare il proprio rango in fastose imprese architettoniche. Vediamone alcune, seguendo un itinerario che si limita al centro storico.
Il centro di Piacenza è un concentrato di varie epoche del passato, rinascimentale ma anche medievale e romana: all'antico Municipio, detto anche Palazzo Gotico, si affiancano il Palazzo del Governatore in stile neoclassico (1787) e il Palazzo dei Mercanti, edificato nel Seicento. La città s’illumina in particolare anche di alcune rinomate architetture religiose: il monumentale Duomo è un notevole esempio di architettura romanica, edificato nel 1122 sopra una preesistente chiesa. Lo si ammira in particolare per la sua elegante facciata in marmo rosa e arenaria. All'interno, un suggestivo gioco di luci creato dalle ventisei grandi colonne si riflette delicatamente negli antichi affreschi ospitati, opera di artisti come il Guercino, il Procaccini, il Morazzone e i Carracci. Secondo la leggenda, nella torretta in cima al campanile, conosciuta come Gabbia di Ferro, Ludovico il Moro teneva prigionieri i suoi avversari.
Percorrendo l’intricato dedalo delle viuzze medievali, si raggiunge Piazza Cittadella e la reggia di Piacenza, ovvero Palazzo Farnese: il grandioso edificio venne iniziato nel 1558, demolendo l’esistente Cittadella Viscontea, il grande castello di cui restano oggi poche testimonianze. Il palazzo divenne residenza ducale fino al Settecento e attualmente ospita i Musei Civici ossia il Museo Archeologico (con la rappresentazione bronzea del celebre “fegato etrusco”, nota per le iscrizioni ad antiche divinità), il Museo del Risorgimento, la Pinacoteca (con opere di Botticelli, Spolverini e altri grandi artisti), la Sezione dei Fasti Farnesiani, le Sezioni Medievale e Rinascimentale, la Sala Armi e il notevole Museo delle Carrozze.
Tra gli altri monumenti di Piacenza meritano menzione anche alcune strutture religiose, tra cui la Basilica di San Sisto, fondata nell’874 e vero gioiello d'arte del Cinquecento; la Basilica di Santa Maria di Campagna, ove nel 1095 Urbano II diede inizio alla prima crociata; la Basilica di Sant'Antonino che ospita le reliquie del santo Patrono; fra le sue mura fu dato avvio alla Pace di Costanza tra il Barbarossa e la Lega Lombarda (1183).
Passando a un argomento più terra-terra, Piacenza offre una cucina particolare, legata ai lavori e ai prodotti dei campi e costituita da piatti semplici e robusti, con ingredienti scarsamente lavorati, che vanno a imbandire una tavola semplice, ma dai gusti solidi e precisi. Fra i primi ricordiamo gli anolini, i “pissaréi e faso”, la bomba di riso, gli gnocchi di patate, i panzerotti, i tortelli con la coda. Fra i secondi spiccano i vari tipi di arrosti e umidi, a base sia di cacciagione sia di animali da cortile. D’inverno, largo spazio è dato all’ottima carne di cavallo, per lo più tritata, assaporata cruda con poco condimento o cotta, allo stracotto d’asina e alla trippa, mentre la frittata con i bavaroni (cipollotti dolci) è adatta a chi cerca un’ottima alternativa alle carni. Altri piatti popolari sono le polente variamente condite (con stracchino, merluzzo, quaglie e ciccioli), il riso con il latte, la zuppa con l’olio, ancora oggi gustati nelle feste tradizionali.
Per i dolci, oltre alle varie torte di mele, di farina di castagne (pattona), di mandorle e le classiche crostate con la marmellata, ricordiamo i tortelli dolci Quaresima e i croccanti di nocciole.
I due tipi fondamentali di formaggio piacentino sono il Grana Padano e il provolone Valpadana, oltre a vari tipi di ricotta. Famosi sono, infine, i salumi locali: il salame, la coppa e la pancetta, prodotti con ingredienti scelti e genuini e una stagionatura secondo regole precise.
Fra i vini spiccano il pregiato rosso Gutturnio, il bianco Monterosso della Val d’Arda e il Trebbianino della Val Trebbia, ma anche i rossi Barbera, Cabernet Sauvignon e l’amabile Bonarda. Oltre ai bianchi della Valtidone, Ortrugo e Malvasia, sono da gustare il Pinot grigio e nero e - fra i vini cosiddetti “da meditazione” - il Vino Santo, in particolare quello della zona di Vigoleno.

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