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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Fortezza Borbonica

Pescara / Italia
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La Fortezza di Pescara fu costruita a partire dal 1510, per volere di Carlo V e continuata dal Duca d’Alba. La struttura, disegnata dall’architetto Erardo Barleduc, fu completata intorno al 1557 e si configurava a forma di pentagono irregolare con bastioni ai vertici. Dell’imponente struttura è rimasta solo la parte occupata dalla caserma di fanteria, realizzata dai Borboni nel Seicento, attualmente in Via delle Caserme. In epoca borbonica, il piano inferiore della caserma fu adibito in parte a magazzini e in parte a carcere, o bagno penale.
Il carcere, vero e proprio “monumento del supplizio”, “sepolcro dei vivi”, “Spielberg d’Abruzzo”, divenne tristemente famoso nell’Ottocento, dopo i moti carbonari contro Gioacchino Murat, re di Napoli, duramente repressi dall’esercito borbonico e, specialmente, dopo i fatti rivoluzionari del 1848, pure repressi dai Borboni. Nel bagno penale di Pescara furono rinchiusi per motivi politici, molti patrioti, in gran parte abruzzesi, che vivevano in condizioni disumane ed erano trattati con estrema durezza. Molti annegarono per l’alluvione del 1853. Nel carcere veniva severamente applicato l’articolo 8 delle Leggi Penali del “Codice del Regno delle Due Sicilie”, promulgato nel 1819, che così recitava: “la pena dei ferri sottopone il condannato a fatiche penose a profitto dello Stato. Si espia ne’ bagni ove i condannati strascineranno a’ piedi una catena, o soli, o uniti a due, secondo la natura del lavoro cui verranno addetti”. Nel 1865, scoppiò in carcere un’epidemia di colera, le cui cause – riconducibili alle spaventose condizioni igieniche in cui vivevano i detenuti – sono descritte in una relazione drammatica, stesa dal medico Giovanni Pierantoni.
Dal 1982, i locali del carcere borbonico sono diventati le sale del Museo delle Genti d’Abruzzo.
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