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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Villa Imperiale

Pesaro / Italia
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Villa Imperiale sorge sul Colle San Bartolo, in posizione incantevole, in una meravigliosa cornice di verde. E’ un capolavoro dell’arte rinascimentale. Su disegno del Laurana, la Villa fu eretta da Alessandro Sforza nel 1468-1470, come postazione difensiva, ma anche come luogo di riposo e di svago. Fu detta Imperiale, perché la sua prima pietra fu posta nel 1468 dall’imperatore Federico III d’Asburgo, ospite dello Sforza.
La parte più antica è quadrata, con una torre e una porta, che richiama quella del Palazzo Ducale. La costruzione originaria fu profondamente trasformata da un intervento del 1529-1533, voluto da Francesco Maria I Della Rovere e dalla moglie Eleonora Gonzaga. Su progetto di Girolamo Genga, fu molto accentuato l’aspetto “gentile” del castello, con l’aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica, di splendidi cortili e di giardini pensili. Inoltre, pittori famosi - come il Bronzino, Raffaellino del Colle, i due Dossi, Camillo Mantovani, Perin del Vaga - adornarono le otto stanze interne, con affreschi, gran parte dei quali ricordano episodi salienti della vita di Francesco Maria. Nel soffitto di una sala è il dipinto del Genga, che raffigura il giuramento di fedeltà dato dalle truppe spagnole al Duca. In un’altra stanza campeggia un grande affresco, che rappresenta l'incoronazione a Bologna di Carlo V.
La Villa cinquecentesca ha ben poco dell’antico castello: è una vasta dimora principesca da cui si gode la bellezza del luogo, con l'ampio e sereno paesaggio di colline digradanti verso la piana di Pesaro e il mare. La facciata, rivolta a valle, è formata da cinque nicchioni intervallati dalle chiare superfici di grossi pilastri e da un solo ordine di finestre. Nel fregio del cornicione corre la lunga iscrizione – dettata da Pietro Bembo – che commemora l'edificio e i suoi costruttori. Il cortile interno, sopraelevato di un piano rispetto al piazzale esterno, è un mirabile esempio di sobrietà e armonia architettonica. Il suggestivo giardino all’italiana si articola su tre livelli ed è noto per la ricchezza della vegetazione.
Attuale residenza estiva della famiglia Castelbarco-Albani, la villa ospitò in passato artisti e letterati illustri, tra cui Tiziano Vecellio, Bernardo e Torquato Tasso, Baldassarre Castiglione e Pietro Bembo.
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