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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Palazzo Ducale

Pesaro / Italia
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Detto anche Palazzo Sforzesco, Palazzo Ducale è il più antico dei quattro che prospettano su Piazza del Popolo. Alla sua costruzione hanno posto mano le signorie che governarono Pesaro dalla fine del Duecento ai primi decenni del Seicento: i Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere.
Il nucleo originario risale probabilmente a Malatesta dei Sonetti, ma è Alessandro Sforza – verso la metà del Quattrocento – che ingrandisce l’edificio, aggregandovi altre costruzioni. Della dimora sforzesca, probabilmente disegnata dal grande architetto Luciano Laurana, si è conservato solo il corpo frontale, anche se con alcune modifiche. Il resto è stato danneggiato da vari eventi bellici e dall’incendio del 1514.
Nel Cinquecento, i Della Rovere provvedono prima di tutto alla ricostruzione. Tra il 1523 e il '32, Francesco Maria I incarica Girolamo Genga di ristrutturare integralmente l’edificio senza modificarne l'estensione. Con Guidubaldo II i lavori proseguono affidati a Bartolomeo Genga, figlio di Girolamo, che rivede l'assetto degli interni, costruisce l’ala di fabbrica che corre lungo il Corso XI Settembre, il cortile interno e la bella porta con eleganti intagli. Si può ben dire che Guidubaldo II completa il progetto paterno di uguagliare in fasto gli altri principi italiani. Infine, nel 1616 Francesco Maria II affida a Niccolò Sabbatini la costruzione dell'ala tra Piazza del Popolo e Via Zongo, adibendola ad appartamento del figlio Federico Ubaldo, e rinnova il soffitto del salone con gli emblemi di famiglia, dipinti da Giovanni Cortese, ottenendo una splendida opera d'arte. Con Francesco Maria II inizia peraltro la decadenza della corte, che investirà l'intero ducato. La morte immatura di Federico Ubaldo (1623) determinerà poco dopo la fine dei Della Rovere.
Con il cortile d'ingresso si entra nella parte cinquecentesca dell’edificio. Agli interni si accede dalla sala d'attesa con un camino di Bartolomeo Genga ma è nel salone Metaurense che l'apoteosi della famiglia raggiunge l'apice. Nell'ampio salone furono celebrate nel 1475 con grandi feste le nozze di Costanzo Sforza e Isabella d'Aragona. Notevole pure è la stanza da bagno, detta di Lucrezia Borgia, finemente decorata con stucchi e decorazioni. Tra gli spazi esterni rovereschi spiccano il cortile della "caccia" e il giardino segreto.
Dopo la devoluzione del Ducato alla Santa Sede nel 1631, il Palazzo divenne abitazione dei cardinali legati, con la decadenza di gran parte degli appartamenti. Per tutto il Settecento, numerosi sono stati i danni causati dalla natura e dall’uomo. Solo verso la metà dell'Ottocento si è avuta una piccola rinascita del palazzo, dovuta ai prelati che commissionarono a Romolo Liverani la decorazione di cinque sale.
Dopo la proclamazione del Regno d'Italia, Palazzo Ducale è divenuto – ed è tuttora - sede della Prefettura. Dal 1920 al 1936 ha ospitato i Musei Civici, prima della loro sistemazione definitiva nel Palazzo Toschi Mosca.
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