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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Duomo di Pesaro

Pesaro / Italia
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La Cattedrale di Pesaro prospetta su Via Rossini ed è intitolata all'Assunta e a San Terenzio, martire del III secolo e protettore della città. Le sue origini sono oscure e molto remote. L’edificio attuale è in stile neoclassico e rappresenta il frutto dell’integrale ristrutturazione – effettuata nella seconda metà dell’Ottocento – del duomo romanico-gotico del Duecento, a sua volta eretto su una basilica del VI secolo, che sorgeva sui resti di un edificio tardo-romano (probabilmente una Domus Ecclesiae del IV-V secolo, adibita al culto cristiano). Si ritiene che a tale domus ecclesiae appartengano i larghi tratti di pavimentazione romana a mosaico esistenti sotto l'edificio attuale e scoperti nel corso del rifacimento ottocentesco. I mosaici sono formati da più pezzi di vario stile, che vanno dal VI al XII secolo, con scene rozze di un simbolismo cristiano molto primitivo, non ancora del tutto interpretate. In un riquadro è raffigurato il ratto di Elena, e di contro è effigiato l'uomo pesce, che stringe nelle mani due pesci, simbolo del cristiano che resiste all’ardore sensuale pagano.
La facciata, rustica, romanico-gotica, incompiuta e manomessa, conserva elementi della costruzione medievale, che presentava uno schema basilicale, con rosone al centro e contrafforti laterali inclinati. E’ l’unico esempio di architettura romanica a Pesaro. Anche i due leoni che attirano l'attenzione verso il portale in pietra bianca riprendono lo stesso stile. Ogivale e trilobato, il portale trecentesco in pietra bianca è fiancheggiato da due leoni, databili tra il XII e XIII secolo, che rappresentano probabilmente un emblema dei malatestiano. La riduzione in piano dei due contrafforti laterali fu probabilmente condotta tra il '400 e il '500. Il campanile, completato nel 1357, fu distrutto dalle truppe di Cesare Borgia nel 1503; la sua ricostruzione determinò anche un rifacimento e un ampliamento del presbiterio e dell'abside.
L’interno della cattedrale è opera degli architetti Giambattista Carducci e Luigi Gulli, che la terminò nel 1903. Presenta una struttura d’impianto ottocentesco, in stile neoclassico, in contrasto con la facciata romanico-gotica. La pianta ricalca quella della basilica paleocristiana a croce latina, con tre navate suddivise da due file di nove pilastri in laterizio, che sostengono il soffitto a cassettoni con un’ampia cupola all’incrocio della navata centrale e del transetto. Sulla bussola dell'ingresso principale si trova una copia dell'antico affresco della cripta della Chiesa di San Decenzio, coi Santi Germano, Decenzio, Terenzio e Costantino imperatore. La chiesa contiene inoltre: un San Girolamo di Antonio Cimatori da Urbino, detto il Visacci: una Madonna col Bambino e la beata Serafina, tavoletta di un seguace di Gentile da Fabriano (inizio del Quattrocento); un Crocifisso in legno di arte veneta dello stesso periodo; un affresco frammentario di scuola urbinate della fine del Quattrocento; un elegante confessionale barocco in legno intagliato.
Nella Sala Capitolare si conserva una preziosa pisside cilindrica d'avorio, assegnata al secolo VI. Le scene relative alla vita di Gesù si svolgono all'esterno, su di uno sfondo ad arcate che conferisce alla rappresentazione un vivo senso di spazialità. Le scene principali sono quelle di Gesù che risana il cieco; Gesù che resuscita la figlia di Giairo; Gesù che guarisce l’emorroissa.
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