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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Palazzo della Penna

Perugia / Italia
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Situato nel centro storico della città, vicino al possente bastione meridionale della Rocca Paolina, Palazzo della Penna (già dei Vibi) è una residenza gentilizia del Cinquecento, caratterizzata da sobrie volumetrie. L’edificio è importante perché - come si è scritto - “testimonia secolari stratificazioni architettoniche che raccontano la complessa evoluzione urbanistica dell’area, dall’età etrusco-romana fino ad anni recentissimi”. Sopra i resti di un anfiteatro e di un’antica strada romana, si sono via via sovrapposte costruzioni medioevali, murature e accorpamenti tardo-rinascimentali e oltre, fino a giungere ad una ristrutturazione in chiave estetica di età neoclassica, aggiornata da un intervento realizzato alla fine degli anni ’70 del Novecento, per poter adibire l’edificio a funzioni pubbliche. La vocazione di Palazzo della Penna a diventare museo della città e palazzo della cultura è andata concretizzandosi soprattutto negli ultimi anni, sostenuta da un’ininterrotta serie di mostre e attività culturali che sono state preludio e accompagnamento all’allestimento permanente di quattro differenti raccolte, il cui insieme delinea un suggestivo e articolato percorso di visita che spazia dal Barocco al Novecento.
Il Palazzo della Penna è sede delle seguenti mostre permanenti:

  • Beuys a Perugia. Comprende l’Opera Unica di Joseph Beuys: sequenza di 6 grandi lavagne eseguite a Perugia nel 1980, durante un incontro pubblico con Alberto Burri. Documenti e filmato d’epoca.
  • Collezione Martinelli. Con testimonianze della cultura barocca in ambiente romano: tra le opere, il bozzetto di un Cristo ligato del Bernini e un altorilievo con la Vergine che appare a Santa Martina di Pietro da Cortona.
  • L’Accademia e Perugia. La sezione è dedicata al rapporto tra maestri e allievi all'interno della più prestigiosa istituzione di formazione artistica umbra nel periodo che va dal XIX secolo al primo quarto del XX. Notevoli il gesso delle Tre Grazie del Canova e un cartone preparatorio di J.B. Wicar raffigurante Lo sposalizio della vergine.
  • Gerardo Dottori. La collezione ospita numerose opere del celebre maestro umbro, teorico ed esponente di primo piano del movimento futurista. Tra i capolavori esposti si segnalano Incendio città e Trittico della velocità.
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