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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria

Perugia / Italia
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Il Museo ha sede, dal 1948, presso il chiostro del convento di San Domenico, nel quale sono esposte alcune urne cinerarie perugine. I primi nuclei provengono da importanti collezioni ottocentesche di alcuni studiosi locali di etruscologia. Sono di questo periodo gli importanti rinvenimenti del Cippo di Perugia, del sarcofago dello Sperandio, dei bronzi di Castel San Mariano. Altre acquisizioni private di reperti preistorici avvengono ai primi del novecento. Nel 1960 il Comune cede allo Stato la proprietà del museo, e dal 1964 la collezione viene arricchita con i reperti dagli scavi della Soprintendenza. Attualmente l’esposizione è suddivisa in due grandi sezioni: preistorica e etrusco-romana.
Il percorso inizia con un grande pannello didattico posto in un corridoio lungo 26 metri, sul quale, in ordine cronologico, è illustrato lo sviluppo culturale dell’uomo in età preistorica (fino all’età del bronzo) parallelamente ai cambiamenti climatici ed antropologici più significativi. Prima di accedere alla grande sala dedicata all’età pre-protostorica, vengono mostrati disegni che illustrano le tecniche di scheggiatura della selce e una raccolta di reperti litici, provenienti dall’Umbria e dalla Toscana, comprendenti il paleolitico fino al neo-eneolitico, riuniti con criteri tipologici, topografici e cronologici. Di particolare interesse i reperti provenienti da un fondo di capanna presso Norcia (strumenti fittili, litici e in osso). La grande sala è dedicata alle Età del Bronzo e del Ferro, e contiene reperti rinvenuti nella regione consistenti in utensili, armi e ornamenti. Da segnalare la spada ad antenne rinvenuta presso la stazione ferroviaria di Perugia, i dischi d’oro da un ripostiglio di Gualdo Tadino e il materiale dagli scavi di Cetona, frequentato con continuità dal paleolitico all’Età del Bronzo. Il percorso continua, con una serie di urne cinerarie cubiche in travertino e altro materiale lapideo, attraverso il loggiato superiore del chiostro, fino alla sala che ospita una collezione privata di reperti etruschi di grande interesse (oreficeria, glittica, buccheri, bronzi). Seguono, in altre undici sale, reperti provenienti dalle necropoli etrusche della zona. Ricchi i corredi funerari (bronzistica, oreficeria, vetri, ceramiche, armi, kottaboi), fra i quali spiccano gli eccezionali frammenti di ben tre carri (due maschili e uno femminile), riferibili al VI sec. e rinvenuti presso San Mariano quasi due secoli fa, all’interno di una tomba principesca dal corredo ricchissimo. In una sala del museo è stata allestita la ricostruzione del carro femminile con copie di tutti i frammenti esistenti. Fra i sarcofagi, di grande importanza è quello detto dello Sperandio (dal luogo del ritrovamento), di produzione chiusina del VI sec. a.C., che illustra scene di un corteo. Fra il materiale epigrafico, il famosissimo Cippo di Perugia, in travertino, con una lunga iscrizione risalente al III-II sec. a.C., riveste un’importanza fondamentale nello studio della lingua etrusca. Infine, in una sala seminterrata del museo, è esposta un’interessante ricostruzione, con materiale originale, della tomba Cai-Cutu, recentemente rinvenuta nei pressi della città di Perugia. Risalente tra il III e il I sec. a.C., la tomba, completamente intatta, è di pianta cruciforme con vestibolo e tre celle. In essa sono state rinvenute cinquanta urne (le più recenti iscritte in latino) e materiale bronzeo di corredo (un kottabos e varie armi).
Fonte: DGBA

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