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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Duomo di Pavia

Pavia / Italia
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Il Duomo di Pavia sorge sulle spoglie di un tempo romano dedicato a Cibele, distrutto per costruire le due chiese cristiane di Santo Stefano e di Santa Maria del Fiore, a loro volta abbattute. Alla costruzione del Duomo – voluta e commissionata dal Cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro - misero mano i migliori architetti del Rinascimento: Bramante, Leonardo da Vinci, Amadeo, Tibaldi. I progetti iniziali furono tutti sottoposti al papa Innocenzo VIII: fu scelto quello dell’architetto pavese Cristoforo Rocchi, ma lo Sforza passò subito la realizzazione al Bramante, che era alla sua corte a Milano.
I lavori cominciarono il 29 giugno 1488, ma, per certi versi, l’opera è ancor oggi incompiuta. L’edificio è di importanza capitale nel quadro dell’architettura italiana del Rinascimento: si sperimenta infatti qui – per la prima volta in forme monumentali – l’organismo a pianta centrale e cupola affermatosi poi a San Pietro a Roma.
La facciata, rimasta al rustico, ha mattoni in addentellato nella previsione del rivestimento marmoreo: è questo il maggior motivo di incompletezza del monumento. La cupola (formata in realtà da due cupole di piombo sovrapposte, realizzate alla fine dell’Ottocento, ma sempre sui disegni e progetti bramanteschi), appare oggi come un capolavoro di ingegneria: essa poggia su otto colonne, ma in tutto il maestoso colonnato non si vede una sola chiave di ferro com'era normale in quei tempi, tanto furono esatti i relativi calcoli. A fianco del Duomo s’innalzava la Torre civica, crollata nel 1989.
L’interno presenta una pianta a croce greca, con tre navate attorniate da varie cappelle. Dietro l'altare maggiore, tra ornamenti dorati, vi è un tabernacolo contenente le spine della corona di spine di Cristo, che furono donate l'una da Filippo di Valois Re di Francia e un'altra biforcuta dall'Imperatore di Costantinopoli. Queste reliquie vengono portate in processione tutti gli anni, il giorno dopo Pentecoste. Nell'altare del braccio destro sono conservati i resti di San Siro, primo Vescovo di Pavia, vestito dei suoi paramenti. Ogni altare ha quadri preziosi e di grandi autori sia del passato che del presente, tra cui un Bernardino Luini e un Federico Faruffini: quest'ultimo realizzò nel 1869 una Immacolata che si può vedere uscendo dalla porta di destra.
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