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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Collegio Borromeo

Pavia / Italia
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Laureatosi a Pavia nel 1559, San Carlo Borromeo pensò di erigere nella città un collegio universitario, destinato ad ospitare studenti poveri di mezzi ma ricchi d'ingegno. II progetto fu affidato all’architetto Pellegrino Tibaldi. Posta la prima pietra il 19 giugno 1564, la fabbrica proseguì alacremente: nel 1580 era già in grado di ospitare 24 alunni, fra cui Federico Borromeo, come ricorda il Manzoni. Da allora, innumerevoli generazioni di alunni si succedettero nel Collegio, palestra e fucina dell'aristocrazia intellettuale lombarda.
L’edificio non era ancora compiuto agli inizi dell'Ottocento. Abbattuta nel 1818 la vecchia basilica romanica di San Giovanni in Borgo, il Pollak eresse nel 1820 l'ala di mezzogiorno, ove si conserva qualche cimelio della basilica distrutta. I più cospicui avanzi di questa si conservano però nei musei Civici del Castello Visconteo.
La facciata è solenne e piena di sapienza architettonica. Segue un vasto cortile con colonne abbinate di granito. Attraverso lo scalone e il loggiato superiore si accede al salone degli affreschi, ove si ammirano stupendi affreschi, eseguiti su commissione del card. Federico Borromeo, che illustrano alcune gesta del Santo fondatore. La decorazione della grande volta è un capolavoro di Cesare Nebbia, che illustrò in cinque scene episodi della vita di San Carlo. Questi splendidi affreschi furono eseguiti negli anni 1603-4. Nello stesso periodo, il Nebbia dipinse, nella parete minore di sinistra, la Peste di Milano al tempo di San Carlo, mentre il pittore Federico Zuccari affrescò, nella parete di fronte, l'Imposizione del cappello cardinalizio a San Carlo Borromeo. Interessanti sono pure la sala bianca e la sala del camino. II lato orientale dell'edificio prospetta verso un giardino assai scenografico, in fondo al quale è una fontana costruita nel Seicento, su disegno del Richini.
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