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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Chiesa di San Francesco Grande

Pavia / Italia
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Il tempio sorse come simbolo di pace in un'epoca caratterizzata dall’infuriare delle lotte cittadine. La costruzione ebbe inizio nel 1228 e fu completata nel 1296. II lungo periodo di tempo occorso per la costruzione spiega il sensibile divario di stile esistente fra la parte posteriore, ricca di reminiscenze romaniche influenzate dallo stile cistercense, e quella anteriore, chiaramente gotica nell'impaginazione architettonica. Questo legittima l’ipotesi che le due parti siano state costruite in tempi diversi. L'architettura è caratterizzata dal sesto acuto. Della prima costruzione non rimane che la forma di croce latina a tre navate e la facciata monumentale di pura architettura gotica, ricca di decorazioni in terracotta, a mattoni di due diversi colori.
La facciata è scandita in tre campi da contrafforti che in alto si trasformano in vivaci nervature. La zona bassa presenta al centro un ricchissimo portale biforo di tipo francese, esempio unico in Italia. La parte superiore s'incentra nella grande trifora in terracotta, che occupa tutto il campo mediano.
L'interno, a tre navate, fu rimaneggiato nel 1739. La parte anteriore, con capriate a vista, presenta poderosi sostegni cilindrici in cotto con capitelli in pietra. La parte posteriore, a croce greca, ha pilastri a fascio e volte a crociera che conservano, sotto l'intonaco, l'originaria decorazione. La chiesa conserva numerose opere d'arte, cui brevemente accenniamo: il San Giorgio a cavallo, opera di Bernardino Ciceri; il Martirio di San Bartolomeo, del Tassinari; l’Estasi di San Francesco da Paola, del Magatti; San Matteo ispirato dall’angelo, del Campi; il Martirio di Santa Caterina d'Alessandria, del Procaccini; San Francesco da Paola che appare a San Francesco di Sales, del Sacchi; la pala della Trasfigurazione di Cristo, del Gatti; una pala con l’Assunta, del Romani; la Cattura e flagellazione di Cristo, del Sorbi. Nel presbiterio, il coro ligneo fu intagliato dai fratelli Gio. Pietro e Gio. Ambrogio Donati nel 1484. In fondo al transetto si apre la stupenda cappella dell’Immacolata, eretta dal Longoni tra il 1711 e il 1750. Ricchissima di marmi, dì bronzi dorati e di preziose decorazioni in stucco, rappresenta una delle massime espressioni del rococò pavese. L'altare marmoreo è del 1777, ed ospita una pregevole Madonna attribuita a Bernardino Ciceri. Altre opere sono: la Sacra Famiglia, e San Francesco da Copertino, del Bianchi, uno stupendo trittico attribuito a Macrino d'Alba, e poi tele del Magatti, del Fratacci, del Gilardi e del Barbieri. Nella chiesa sono sepolti Facino Cane, Isabella di Francia, moglie di Galeazzo Visconti, Manfredo V di Saluzzo e Baldo degli Ubaldi, perugino, famoso giurista e raccoglitore degli Statuti di Pavia.
Accanto alla chiesa sorge il convento eretto dai Minori Conventuali. Fondato verso il 1300, constava di tre ampi chiostri, demoliti nel 1708 per far luogo all'attuale convento. Fu soppresso nel 1781 da Giuseppe li, che vi installò in Collegio Germanico-Ungarico, trasformato più tardi in caserma. Attualmente, il grandioso edificio accoglie il Collegio Universitario dedicato ai F.lli Cairoli, istituito nel 1948. Notevole il cortile del Pollak.
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