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Basilica di San Michele Maggiore

Pavia / Italia
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La basilica è il più insigne monumento dell'architettura romanica lombarda. Fu costruita in epoca longobarda, sulle rovine di una preesistente chiesa pure intitolata a San Michele. Dopo la caduta del regno longobardo, essa divenne cappella palatina. Nell'839 vi è battezzata Rotruda, figlia di Lotario I e di Ermengarda. Poi vi furono incoronati re d'Italia Ugo di Provenza (926), Berengario II e il figlio Adalberto (950), Arduino d'Ivrea (1002), Enrico II il Santo (1004). Nel 924 l’edificio fu danneggiato e incendiato dagli Ungari; nel 1004, dopo un altro incendio, fu parzialmente ricostruito. Con l'incoronazione del Barbarossa (1155), si chiude il periodo storico più glorioso della basilica.
Stupenda costruzione romanica di bionda arenaria, l'edificio attuale risale al 1090-1100, ma subì poi restauri e rifacimenti. La facciata principale mostra l’impronta di epoche diverse. La parte inferiore risale forse all'edificazione della basilica originaria: ne fanno fede i fregi e i bassorilievi, raffiguranti animali dalle forme più varie, ornamenti che si riscontrano spesso nei monumenti del secolo VII. Il portale maggiore è sormontato da una statua di San Michele: sui due portali minori stanno le statue, a mezzo tondo, di San Ennodio e San Eleucadio. L'interno, a croce latina e a tre navate, ha un aspetto mistico, imponente. Quasi sotto la cupola ottagona sorge l'altar maggiore, in legno dorato, su cui spicca un bassorilievo raffigurante il canonico Giovanni Sangregorio, inginocchiato innanzi a San Michele. L’interno è arricchito da vari affreschi, tra cui Dottori della chiesa e simboli degli evangelisti, di Bernardino Lanzani, la Madonna con i Santi Sebastiano e Rocco, del Moncalvo, la Incoronazione di Maria, di Agostino e Giovanni da Vaprio, la Dormitio Virginis e l’Agnus Dei.
Una cappella del transetto custodisce il crocifisso in lamina d'argento, detto di Teodote (secolo XII), qui trasferito dall'omonimo monastero nel 1799. Tra le varie cappelle del tempio è notevole quella della Vergine Addolorata, in cui si venera una reliquia, che un'iscrizione latina attesta essere un avanzo della croce di Cristo. Sulla volta della navata vicina, sono dipinte le figure di Umberto III, di Margherita, di Amedeo IX e di Lodovico, principi di Savoia fatti santi. Notevole è pure la cappella di Santa Lucia, con una tela del Moncalvo (1601).
La cripta, divisa in tre navate, ha volte a crociera. Essa ospita l'arca marmorea del beato Martino Salimbene, eseguita nel 1491 dalla scuola dell'Amadeo. Sono pure da segnalare una statuetta della Vergine, attribuita al Briosco, e un tesoretto di antiche suppellettili liturgiche custodite in apposite teche.
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