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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Teatro Farnese

Parma / Italia
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Il Teatro Farnese, capolavoro in legno lignea di G. B. Aleotti, detto "l'Argenta", fu costruito fra 1616 ed il 1618 nell'ala meridionale del Palazzo della Pilotta. Secondo i desideri del duca Ranuccio I Farnese, l'originaria Sala d'Arme della Pilotta fu trasformata in cavea. Il Farnese intendeva così festeggiare - con un adeguato allestimento scenico - la sosta a Parma di Cosimo II de' Medici, che si recava a Milano per visitare la tomba di San Carlo Borromeo. Ma le cose andarono diversamente: il teatro fu inaugurato soltanto nel 1628, in occasione del matrimonio tra Margherita de' Medici e il Duca Odoardo Farnese: la cerimonia prevedeva uno spettacolo allegorico-mitologico (Mercurio e Marte), con musiche di Monteverde, terminante con una naumachia.
Per alcuni problemi di acustica che si presentarono subito, Monteverdi fu costretto ad affossare l'orchestra davanti al palcoscenico, intuendo la soluzione che sarà stabilita nell’Ottocento da Richard Wagner. Il teatro divenne comunque un esempio unico per l’originalità di alcune soluzioni tecniche adottate, soprattutto per la struttura ad impianto scenico mobile, con macchinari per lo spostamento dall'alto di personaggi, e l’ingegnoso sistema per l'allagamento della cavea, che permetteva di inscenare naumachie. All'allestimento del teatro lavorarono stuccatori - tra i quali Luca Reti - e pittori di varia estrazione e provenienza: Malosso, Lionello Spada, Badalocchio, Bernabei.
Ma tanto sforzo valse a pochissime rappresentazioni. Usato solo per i divertimenti della corte, che amava assistere alle piccole naumachie, dopo l'ultima rappresentazione (1732) il teatro si avviò verso un lento e triste declino, fino ad arrivare alla quasi totale distruzione delle parti lignee rimaste colpite da una bomba nel maggio del 1944. La ricostruzione operata alla metà del Novecento non fu un intervento di ripristino in senso proprio, ma avvenne secondo disegni originali; le parti lignee, un tempo completamente decorate, vennero lasciate intatte per evidenziare le poche parti originarie, che si era riusciti a recuperare.
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