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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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San Giovanni Evangelista (Complesso)

Parma / Italia
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Il grandioso complesso monastico di San Giovanni Evangelista è costituito dalla chiesa, dal convento e dall'antica spezieria. Le origini risalgono al X secolo, ma è indubbiamente la facciata barocca della chiesa a definirne l'aspetto. Il complesso fu distrutto da un incendio nel 1477 e fu poi ricostruito da Bernardino Zaccagni tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, per commissione dell’ordine benedettino.
La chiesa ha un impianto originario romanico, come dimostrano i pilastri rivestiti in pietra grigia, con capitelli scolpiti da Antonio da Parma. Il disegno architettonico pare frutto di "suggerimenti" di umanisti del primo Cinquecento, in particolare del Grapaldo, autore di manuali d'architettura. Il campanile si erge sul lato destro e fu aggiunto nel 1613.
La chiesa ha pianta a croce latina, e tre navate sulle quali si aprono sei cappelle. Lungo la navata centrale si estende il fregio del Sacrificio Ebraico e Pagano, disegnato dal Correggio (1522-23) ma eseguito dal Rondani. Pure del Correggio sono le decorazioni dei semi-pilastri, quelle del sottarco della V cappella (con la rappresentazione di Dio Padre al centro e nei riquadri laterali dei Santi Pietro e Andrea), il San Paolo caduto da cavallo, nonché le decorazioni della crociera e la cupola con il Transito di San Giovanni (1520-24) completati nei pennacchi con le immagini dei Padri della Chiesa e dei quattro Evangelisti. L'interno è ricco di opere di grandi artisti, fra cui spiccano l’Anselmi, il Merano, i fratelli Giacomo e Giulio Francia, il Caselli, il Mazzola-Bedoli ed altri. Opera preziosa è il Coro Ligneo - intarsiato con immagini della città e delle colline, di strumenti musicali e di vari oggetti - opera di M. Zucchi e dei fratelli Gianfranco e Pasquale Testa (1556). La sagrestia - arredata con bei mobili secenteschi - fu dipinta dal Cesariano nel 1508. Sulla navata sinistra si trovano interessanti opere giovanili del Parmigianino (1522). Vi si nota la mano del futuro maestro: i Santi insieme ai putti e ai bucrani presentano già il caratteristico ritmo sinuoso delle linee nelle morbide vesti.
Nel monastero il primo chiostro è sorretto da leggere colonne ioniche; al secondo chiostro si accede dalla sala capitolare, impreziosita da due affreschi del Correggio; nel chiostro grande, o di San Benedetto, si conservano resti di affreschi del primo Cinquecento. La ricca biblioteca del monastero si trova in stanze cinquecentesche affrescate e possiede circa 20.000 volumi, con codici miniati del Quattro e del Cinquecento.
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