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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Santa Maria della Steccata (Chiesa della Madonna della Steccata)

Parma / Italia
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Sul muro del preesistente oratorio, apparve - alla fine del Quattrocento - l’immagine di una Madonna che allatta il Bambino, tuttora conservata sull’altare della Steccata. L’apparizione diede origine ad un culto popolare molto sentito, tanto che per proteggere l’affresco dai numerosissimi fedeli, sembra sia stato eretto uno steccato: da questo presero nome il dipinto stesso e la chiesa, che qui fu costruita fra il 1521 ed il 1527.
Sembra che il progetto iniziale sia di Bernardino Zaccagni da Torrechiara, ma ai piani di progettazione e all’esecuzione parteciparono altri architetti e scultori, tra cui l’Araldi, il Correggio e Francesco Ferrari d’Agrate. Sicuramente di Antonio da Sangallo il Giovane è il progetto della cupola, in stile romano, compiuta nel 1526-27.
L’impianto è a croce greca, con quattro cappelle ricavate nelle torri angolari. L’interno fu affrescato secondo un piano iconografico mariano preciso e tuttavia di non facile lettura. Oltre al sottarco orientale dipinto dal Parmigianino, spiccano: l’Assunzione di Maria di Bernardino Gatti (1560); le dodici scene dal Vecchio Testamento tra gli Apostoli del tamburo e il fregio sotto la cornice, opere del Gatti e del Gambara; l'Adorazione dei Pastori e la Pentecoste di G. Mazzola-Bedoli; l'Adorazione dei Magi di M. Anselmi, terminato dal Gatti (1556); il catino del nicchione est, progettato dal Parmigianino e poi compiuto dall’Anselmi su disegno di Giulio Romano (1541). Verso il 1665-1670 fu realizzata la Sacrestia Nobile, capolavoro di ebanisteria, disegnato dal Rottini e dal Torri e stupendamente intagliato dal Mascheroni.
All’ingresso della chiesa si ergono il Monumento funerario a Adam von Neipperg, marito morganatico della duchessa Maria Luigia d’Austria e primo ministro del Ducato, e una Pietà in onore di Maria Luigia, entrambi in marmo bianco.
Nella cripta della chiesa riposano dal 1823 le salme di quattordici principi e duchi, tra cui Alessandro Farnese, Ranuccio I e Ranuccio II Farnese, Francesco Farnese, Filippo di Borbone.
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