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Museo Diocesano

Palermo / Italia
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Ospitato in alcune sale del Palazzo Arcivescovile, il Museo fu fondato nel 1927, dal Cardinale Lualdi. Dopo la guerra, fu riorganizzato: in particolare, furono recuperate le preesistenti opere d'arte, specialmente le sculture della Cattedrale, e raccolti molti dipinti salvati da altre chiese bombardate e distrutte. Il Museo, nella nuova versione, fu inaugurato nel 1952, ma già negli anni ’80 subì un nuovo restauro. Le pregevoli collezioni, comprese tra il XII e il XIX secolo, mostrano una molteplicità di stili, artisti e materiali che testimoniano la ricca produzione artistica di Palermo città e i notevoli rapporti culturali tra la Sicilia e il continente.

  • Opere antiche sono: la Madonna della Luce, mosaico d'età normanna, la Madonna della Perla e la Madonna detta la Spersa, tavole d'epoca normanno-sveva, le opere d'importazione pisana, come il Ruolo dei confrati defunti di Antonio Veneziano e il Trittico di Gera da Pisa.
  • Il Quattrocento è presente con dipinti di pittori locali come il Maestro delle Incoronazioni, Tommaso de Vigilia, Pietro Ruzzolone, Antonello Crescenzio, Riccardo Quartararo e di scultori immigrati come Domenico Cagini e Francesco Laurana. Numerose sono poi le sculture provenienti dalla smembrata tribuna marmorea della Cattedrale di Palermo di Antonelllo Cagini e Aiuti.
  • Sono presenti varie opere del pittore napoletano del primo Cinquecento Mario di Laurito, tra cui le tele smembrate del soffitto dipinto del 1536 della distrutta chiesa dell'Annunziata.
  • Dipinti più recenti, comprendenti anche opere d'artisti immigrati, sono quelli di Vincenzo da Pavia e Simone Wobrech. Il Manierismo locale è rappresentato dalle tele del pittore Giuseppe Salerno, soprannominato lo Zoppo di Gangi insieme a Gaspare Bazzano. Vi sono poi le opere di scuola genovese come quelle di Bernardo Castello del 1619. Tra i dipinti seicenteschi presenti, si evidenziano quelli di Pietro Novelli e della scuola che veicola la cultura caravaggesca nella Sicilia occidentale. Molti sono i frammenti di decorazioni policrome a marmi mischi provenienti da chiese barocche della città, realizzati da abili maestranze locali. Interessante è il fercolo processionale ligneo dorato e il dipinto di Sant'Agata del 1680, realizzato su disegno dell'architetto palermitano Paolo Amato. L'opera plastica di Giacomo Serpotta è rappresentata dalle due teste in stucco già appartenenti alle sculture allegoriche della Clemenza e della Fede.
  • Il Settecento si segnala con le tele del messinese Filippo Tancredi, di Mariano Rossi da Sciacca e del palermitano Vito d'Anna.
  • Le collezioni del Museo, passando attraverso l'Ottocento con dipinti di Giuseppe Velasco e sculture lignee dei Bagnasco, comprendono anche opere di artisti contemporanei.
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