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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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La Cattedrale di Palermo

Palermo / Italia
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Procedendo lungo l'asse del Cassero - l'attuale Corso Vittorio Emanuele - con le spalle al mare, s’incontra il pianoro su cui sorge la Cattedrale. Il pianoro, già area cimiteriale, presenta un colonnato di marmo realizzato in parte dallo scultore Vincenzo Gagini (1574-75). Tra il 1655 e il 1673 furono realizzate delle statue che ancora oggi ornano la recinzione. Ma la storia della Cattedrale è ben più antica. Nel IV secolo, dopo l’emanazione dell’editto di Costantino, i Palermitani, nel luogo in cui aveva celebrato il santo vescovo Mamiliano e in cui molti fedeli avevano trovato il martirio, costruiscono la loro prima Cattedrale. Questa chiesa fu distrutta dai Vandali e di essa nulla ci è pervenuto. Nel 604 è consacrato alla Vergine Maria un nuovo grande tempio, di cui è rimasta, probabilmente, la Cripta, a pianta basilicale di forma quadrata. Nell’anno 831 gli Arabi conquistano Palermo e trasformano la Cattedrale del seicento in una grande moschea detta “Gami”. Nel 1072 i Normanni, presa Palermo, restituiscono la moschea al culto cristiano. Verso il 1185, all’epoca dell’Arcivescovo Gualtiero Offamilio, fu completata la demolizione della vecchia moschea e la realizzazione della basilica attuale, che in epoche successive fu arricchita con numerose decorazioni.
La cattedrale, mirabile esempio di sovrapposizione di stili, è sicuramente tra le architetture più rappresentative della città di Palermo. L’edificio attuale è il risultato di una serie di interventi che, in epoche differenti, hanno contribuito ad arricchirlo e a renderlo unico ed irripetibile. I campanili presenti sulle quattro torri sono del XIV secolo, mentre il portale principale, quello laterale e la sacrestia risalgono al secolo successivo; Nella seconda metà del Quattrocento, furono realizzati il portico medievale ed il nuovo Palazzo Arcivescovile. Tra il 1781 e il 1801, l'intervento dell'architetto Ferdinando Fuga, modificò fortemente l'impianto, realizzando l'attuale transetto e modificandone sia la cupola che i pilastri, stravolgendo irrimediabilmente i canoni linguistici della struttura originale. Ancora oggi, comunque, nonostante tale intervento, la cattedrale di Palermo presenta come stile predominante quello fatimita, orientaleggiante, che la rende unica tra le architetture dell'occidente cristiano.
L’interno è riccamente decorato con splendidi affreschi e mosaici del XII e XIII secolo e presenta diverse sculture del Gagini e del Villareille; contiene inoltre la famosa Assunzione del Velasquez che accompagna altri dipinti di autori sconosciuti. Nella cripta sono conservate le tombe, ben 21, degli arcivescovi di Palermo e il famoso Tabularium, un archivio storico di importanti documenti in Latino, Greco, e Arabo. Nella cripta si trova anche il cosiddetto Tesoro della Cattedrale. Il tesoro comprende varie opere d’arte che vanno dall’epoca normanna all’Ottocento: in particolare, la famosa corona dell’imperatrice Costanza d’Aragona, moglie di Federico II; uno stupendo breviario miniato del Quattrocento; un bel calice quattrocentesco, con il sigillo della Maestranza degli Orafi di Palermo; un reliquiario della Croce del Cinquecento. Di notevole interesse sono anche i paramenti ecclesiastici riccamente decorati e vari strumenti liturgici d’argento. Infine, vi si possono ammirare le tombe di Enrico VI, Federico II e di Costanza d’Aragona, alcuni passi del Corano incisi in una colonna, e la settecentesca urna d’argento che conserva le reliquie di S. Rosalia, protettrice di Palermo.
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