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Civica Galleria d'Arte Moderna Empedocle Restivo

Palermo / Italia
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Fu inaugurata a Palermo nel maggio del 1910 presso il Ridotto del Teatro Politeama. Dopo quasi cento anni, ha trovato nuova sede in pieno centro storico: l'ex-Convento di Sant'Anna alla Misericordia, restaurato appositamente.
Le opere esposte – dipinti e sculture dal gusto neoclassico, romantico, realistico – rappresentano in modo abbastanza compiuto lo sviluppo delle arti figurative in Sicilia, tra la fine del Settecento e l’inizio del Novecento: si tratta di 216 opere selezionate - 178 dipinti e 38 sculture - alcune già di proprietà della città, altre acquistate o lasciate in dono dagli artisti in occasione dell’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891. Buona parte delle opere provengono dalle Biennali veneziane e dalle rassegne romane.
L’arte ottocentesca è rappresentata da opere di grandi paesisti palermitani: la Veduta della casina Belmonte dell'Acquasanta di F. Zerilli del 1832; la Croce di Santa Maria di Gesù di G.B. Carini; la Via Stabile al mare di T. Riolo. Di Giuseppe Patania si può seguire la maturazione artistica dal gusto neoclassico della Danea e la pioggia d'oro allo psicologismo romantico del Prete infermo. Opere di S. Lo Forte, di A. D'Antoni, P. Vetri, L. Lo Jacono completano il quadro dell'espressione pittorica del periodo.
La scultura del primo Ottocento è ben rappresentata dal maggiore esponente del neoclassicismo siciliano, Valerio Villareale, con una rigogliosa Baccante. Per quanto riguarda il movimento verista-realista, si evidenziano Filippo Palazzi con l'opera Veduta di Palermo, Francesco Lojacono con l'opera Raccolta delle olive e Antonino Leto. Nel 1918 la Galleria si arricchì di una preziosa raccolta, donata dall'erudito Edoardo Alfano, comprendente dodici dipinti e numerosi disegni. Tra le opere di gusto romantico, spiccano le opere del Civiletti e del Rutelli; di quest'ultimo risaltano le opere denominate Gli Irosi, ispirate all'Inferno di Dante. All’asta della VII Biennale di Venezia, la Galleria palermitana acquista opere di artisti all'epoca tra i più famosi: il celebre Autunno di Lojacono, Alla Toeletta di Innocenti, Ottobre d'oro di Ciardi, Il Peccato di Franz Von Stuck e Amore e Parche di Tito. In seguito a diverse donazioni, la Galleria si arricchì di altre opere: L'Angelo del Moore di De Lisi, Dame aux gants del Boldini, Rose e spine di Ugo, la Sepoltura Garibaldina di Liardo, il Paesaggio nostalgico di De Francisco ed altre opere di Bevilacqua, Camarda, Lazzaro, Romano, Cuffaro ed altri.
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