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Chiesa della Martorana (Santa Maria dell'Ammiraglio)

Palermo / Italia
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Nel 1143 Giorgio Antiocheno, grande ammiraglio di Sicilia sotto Ruggero II, iniziò la costruzione della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. La chiesa è d’origine Greco-ortodossa; durante il periodo Normanno, fu convertita in chiesa cattolica, divenendo poi parte della Diocesi cattolica Bizantina di Piana degli Albanesi. La chiesa è ora chiamata “la Martorana” perché - nel 1435 - fu ceduta da Alfonso V d’Aragona al vicino convento della Martorana, fondato da Goffredo Martorana e dalla moglie Luisa.
L'edificio subì via via modifiche, anche sostanziali, soprattutto per le diverse esigenze liturgiche legate al passaggio dal rito greco a quello latino. Ad esempio, nel 1588 la pianta a croce greca fu trasformata in pianta a croce latina, con tre navate. Alla fine del Seicento, un'abside quadrangolare sostituì l’originaria abside centrale semicircolare. Sul finire dell’Ottocento, i restauri interni del Patricolo coprirono molti interessanti interventi barocchi. Le caratteristiche dell’elegante architettura Arabo-Normanna originaria sono ancora presenti, in particolare, in uno dei più famosi mosaici, quello in cui viene rappresentata l'incoronazione di Ruggero II da parte di Cristo, e nei mosaici della parte superiore delle pareti e della cupola, con la rappresentazione del Cristo Pantocratore (Onnipotente). Qui i mosaici sono interamente rivestiti di decorazioni musive di periodo bizantino, le più antiche di tutta la Sicilia e di grande importanza, per la loro connessione con quelle riguardanti Dafne, nell’Attica.
Come si è detto, l’interno è a pianta quadrata. Nel centro si ergono quattro colonne su cui poggiano altrettanti archi acuti che sostengono una cupola semisferica. Le pareti sono decorate con preziosi mosaici che rappresentano l'Assunzione, gli Evangelisti, gli Arcangeli, gli Apostoli, molti santi greci ecc. Stupendo è il mosaico della cappella di San Benedetto, che rappresenta Giorgio Antiocheno, il fondatore, e la Vergine in piedi nell’atto di presentare una scrittura greca al Divin Figlio, che dall'alto benedice. Tutt'intorno alla cupola gira un'iscrizione cristiana in caratteri arabi. Un’altra iscrizione araba si trova sotto il coro, a destra, guardando l'abside maggiore.
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