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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Chiesa della Magione

Palermo / Italia
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Si trova di fronte alla piazza omonima ed è denominata anche Chiesa della Santissima Trinità. Con la contigua abbazia dei Cistercensi, la chiesa fu fondata nel 1191 da Matteo Ajello, cancelliere del regno normanno. Nel 1197 - sotto l’imperatore Arrigo VI - fu ceduta all’ordine dei Cavalieri Teutonici, e divenne la sede del “Mansio”, ossia del precettore dell’ordine: da qui il nome di Magione. La chiesa fu sottratta ai Cavalieri nel 1492 e, trasformata in commenda, fu retta dai cosiddetti abati commendatari. Nel 1787 Ferdinando II di Borbone aggregava la basilica della Magione, con tutti i suoi beni, all'Ordine Costantiniano di San Giorgio. Questo passaggio accelerò il processo di ammodernamento della basilica, che era stato avviato già dal 1741. Nei primi anni dell’Ottocento, la Magione fu sottoposta ad un restauro radicale: l’edificio medievale fu trasformato in neoclassico.
All'esterno la chiesa presenta una ricca varietà di motivi decorativi; particolarmente elegante è il gioco di archi ciechi intrecciati delle absidi. L’entrata è preceduta da un portale barocco e da un viale affiancato da due giardini. La facciata è formata da tre portali a sesto acuto, di cui quello centrale è l‘ingresso alla chiesa, corrispondenti al livello superiore da tre monofore. L’interno è a pianta basilicale a tre navate con un ampio spazio per gli officianti. Ciò è dovuto al fatto che trattandosi di una chiesa abbaziale, la liturgia era presieduta dall'intera comunità dei monaci e dunque il “coro” doveva essere opportunamente dimensionato su quella comunità. Dominano le linee semplici e nude, con archi ogivali sostenuti da colonne e da una copertura lignea priva dei suoi dipinti, perduti in un crollo del 1943.
A fianco della chiesa è presente, anche se molto danneggiato dai bombardamenti, il chiostro cistercense, dove è possibile vedere i resti di una torre araba. Al centro del chiostro, la vera del pozzo deriva dalla riutilizzazione di materiale del XIV secolo, proveniente da una tomba, con iscrizioni in lingua ebraica.
Da una porta che si trova a sinistra della facciata, si accede alla cappella detta di “Santa Cecilia”, interessante per le opere d’arte che conserva (un grande affresco della Crocifissione, un frammento di affresco duecentesco e la Sinopia in ocra rossa della Crocifissione stessa). Dopo la Sinopia, si può ammirare una bellissima bifora: sulla colonnina centrale c’è un’iscrizione in lingua araba, che significa “Allah è misericordioso”.
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