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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Tomba di Antenore

Padova / Italia
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“Antenore, scampato agli Achei, poté
penetrare i golfi illirici, spingersi senza pericolo
nei regni dei Liburni, oltre le sorgenti del Timavo …
Qui egli fondò la città di Padova e stabilito
una colonia troiana, dando il suo nome al popolo;
qui ha appeso le armi d’Ilio, qui ora riposa composto
in placida quiete”. (Eneide, I, 242 ss.)


Così Virgilio consacra la leggenda sofoclea d’Antenore, alludendo anche alla sepoltura dell'eroe troiano nella città da lui fondata, Padova. La tradizione fu rinverdita nel 1274 quando - durante i lavori per la costruzione di un ospizio - emerse in contrada San Biagio un'arca di marmo contenente una duplice bara di cipresso e di piombo: un'epigrafe metrica su lamina di bronzo indicava che la bara stessa apparteneva al mitico fondatore della città. Il committente dei lavori di scavo, il giudice ed umanista Lovato de' Lovati, ritenne di aver scoperto le spoglie del mitico eroe troiano e propose di collocare il sarcofago a ridosso della Chiesa di San Lorenzo, davanti alla sua stessa abitazione. Nel 1283-1285 le spoglie furono sistemate all'interno dell'edicola, che ancora oggi si ammira nel centro cittadino. Nel 1334 l'arca fu riaperta per onorare "il sangue troiano" e in quell'occasione fu trovata l'aurea spada d’Antenore - su cui erano incisi versi poetici - che il popolo padovano cedette ad Alberto della Scala.
Nel corso dei restauri del 1995, fu individuato nel monumento un tassello rettangolare di cm. 20x58,5, perfettamente squadrato e nascosto da uno strato d’unto accumulatosi negli anni. Attraverso il tassello si poté vedere che il sarcofago conteneva una cassa di legno, scoperchiata. Nella cassa giaceva uno scheletro incompleto. Il teschio era al di fuori della cassa e presentava un notevole foro sulla fronte, certamente provocato da un’arma da taglio; il foro occipitale sembrava invece essere stato allargato meccanicamente. La cassa conteneva inoltre un femore d’altro soggetto, alcune ossa femminili, un frammento di faccia fetale, un piccolo resto di fauna. Un frammento osseo fu inviato a Tucson in Arizona per l'esame al carbonio: il responso fu che le spoglie appartengono ad un uomo vissuto tra il III ed il IV secolo d.C. Tale dato esclude definitivamente che le ossa contenute nel sarcofago possano essere di Antenore.
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