Login / Registrazione
Domenica 4 Dicembre 2016, San Giovanni Damasceno
follow us! @travelitalia

Storia di Padova

Padova vanta origini remote di città fluviale; sicuramente è la città più antica del Veneto. Leggenda vuole che la città sia stata fondata da Antenore, eroe omerico fuggito da Troia distrutta dai Greci, ma la realtà è naturalmente diversa. L’archeologia conferma che, probabilmente già nel XII secolo a.C., esisteva un insediamento urbano sulle rive del Brenta, che allora scorreva nell’alveo dell’odierno Bacchiglione.
Nel 226 a.C. Padova sconfigge i Galli Cisalpini e diviene alleata di Roma. Intorno al 50 a.C. Patavium diventa Municipium romano. Comincia un periodo di prosperità e di pace in cui Padova cura il riassetto urbanistico e compie uno sforzo immane per regolare le acque del fiume e costruire i primi ponti. Le più importanti costruzioni d’età romana sono il teatro, che determina l'attuale conformazione ad anello del Prato della Valle, e l'anfiteatro di cui restano tracce lungo il Corso del Popolo. Poco rimane delle costruzioni dell’epoca: gli edifici antichi furono via via demoliti per riutilizzarne le pietre. In ogni modo, durante i primi secoli del cristianesimo Padova è fra le città più importanti dell'impero, seconda solo a Roma per ricchezza e bellezza, conosciuta - tra l’altro - per l’allevamento dei cavalli.
Nel III-IV secolo inizia la decadenza, a causa delle irruzioni sempre più frequenti di Visigoti, Svevi e Vandali prima, Unni e Longobardi poi. Nel 601-602 la città è letteralmente rasa al suolo dai Longobardi di Agilulfo, dopo un assedio durato tredici anni. Alcuni abitanti di Padova cercano allora rifugio nella Laguna Veneta, contribuendo alla nascita di Venezia. Segue un lungo periodo di abbandono caratterizzato da miseria, instabilità politica e mancanza di punti fermi in campo religioso.
La ripresa è molto lenta e faticosa: si dovrà attendere addirittura il XII secolo perché Padova diventi un libero comune e cominci a riaffermare la sua supremazia. Il recupero urbanistico-territoriale è possibile in primo luogo per l'opera dei monaci benedettini che realizzano una capillare bonifica del contado. Ai monaci si deve anche l'importante recupero della centuriazione romana e la diffusione di un nuovo tipo di edificio rurale, forgiato sul monastero benedettino.
Superati i terremoti del 1004 e del 1117, ed il grande incendio del 1174, Padova crebbe d’importanza ed allargò i propri domini. Nel 1222 fu fondata l'Università, la seconda d'Italia ed una tra le prime e più prestigiose d'Europa. A Padova predicò Sant'Antonio, che vi morì nel 1231. Nel 1303 Giotto dipinse la Cappella degli Scrovegni, inestimabile tesoro pittorico. L'espansione del comune patavino fu tuttavia interrotta a più riprese, in particolar modo tra il 1237 ed il 1256, dalla sanguinosa dominazione di Ezzelino IV da Romano, vicario imperiale, ricordato per aver trucidato in un solo giorno oltre diecimila padovani.
Nel 1318 inizia la Signoria dei Carraresi, che durerà fino al 1405. Questo periodo, pur turbato da continue lotte con le signorie limitrofe e con la minacciosa Venezia, segna l'apice dello splendore patavino. La città diventa protagonista dell'arte e della cultura europea, grazie alla presenza di artisti e letterati - quali Giusto De' Menabuoi, Guariento, Altichiero da Zevio, Francesco Petrarca - e di grandi giuristi quali Francesco Zabarella, Rainerio degli Arsendi e il sommo Bartolo. “Era Padova, scrivono i cronisti del tempo, piena d'armi e di cavalli e d'altre ricchezze infinite, munita di torri, ricca di edifici eleganti. Quivi accorrevano gli stranieri come a salutare rifugio. Generosa cogli uomini sapienti, con le persone dotte in qualsiasi arte liberale, e coi religiosi”.
L'anno 1405 segna una battuta d'arresto perché una rivolta popolare consegna la città nelle mani della Serenissima. Così Padova, tranne che per un breve fulgido momento nel 1509, scompare per sempre dall’agone politico, pur riuscendo a mantenere il suo primato in campo artistico grazie a due grandi maestri: Andrea Mantegna e Donatello. Sottoposta alla dominazione veneziana, in lotta contro il papato, l'impero e la Francia, Padova innalza un nuovo sistema di fortificazioni per un perimetro di undici chilometri. Si tratta di un progetto grandioso, realizzato febbrilmente, con l'obiettivo di rendere la città inespugnabile all'attacco delle artiglierie militari della grand’armata della Lega di Cambrai. Quelle mura, perizia dell'ingegno militare, ne determineranno il definitivo assetto urbanistico. Nel 1545 nasce l'Orto Botanico, il più antico d'Europa, istituito con precisi scopi scientifici, nel quale sono raccolte e classificate ancor oggi numerose specie di piante medicinali. Verso la fine del secolo, l'Università vive la stagione illuminata dal genio di Galileo Galilei ed è edificato il famoso Teatro Anatomico.
II Settecento vede la sistemazione attuale di Prato della Valle. Dopo un primo intervento di bonifica del terreno ancora in gran parte paludoso, il procuratore di Venezia, Andrea Memmo, ha in mente un progetto grandioso: un grande spazio aperto nel quale possano trovar posto le botteghe per la fiera e dove avvengano addirittura le corse dei cavalli. Ecco realizzata un'area verde, la cosiddetta isola Memmia, collegata alla piazza circostante da quattro maestosi ponti, interamente circondata da statue di uomini, soprattutto procuratori veneziani, che hanno dato il loro contributo alla storia della città.
La capitolazione di Venezia, nel 1796, in seguito alla prima campagna napoleonica in Italia, conduce Padova alla dominazione francese e, poco dopo, a quella austriaca. Per lungo tempo la città è terreno di saccheggi, scorribande e devastazioni da parte degli eserciti stranieri. Unico segno positivo di quegli anni è la sistemazione della rete viaria e di alcuni importanti nodi cittadini, dovuta in gran parte all'opera dell'architetto Giuseppe Jappelli, autore del famosissimo Caffè Pedrocchi. Nel 1848 anche Padova vide l'insurrezione contro l'occupazione austriaca, in particolar modo per opera di studenti universitari: tuttora la data dell'insurrezione studentesca, 8 febbraio, viene festeggiata. Nel 1866 Vittorio Emanuele II entrò a Padova e la città venne annessa al Regno d'Italia.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Padova fu sede di vari comandi, compreso quello della Terza Armata, subendo a più riprese bombardamenti aerei, e nel 1918 vi venne firmato l'armistizio che pose fine alle ostilità. La Seconda Guerra Mondiale fu anche per Padova portatrice di morte e devastazione, con la perdita tra gli altri degli inestimabili dipinti della Cappella Ovetari di Andrea Mantegna durante un bombardamento del 1944. Numerosi studenti ed insegnanti universitari furono protagonisti della lotta partigiana. Importante fu il discorso del rettore Concetto Marchesi il 9 novembre 1943, in cui - inaugurando l'anno accademico - invitava gli studenti a prendere le armi contro il fascismo e il nazismo.
Il secondo dopoguerra fu per Padova un periodo di continuo sviluppo economico, ma anche di forti tensioni sociali.
Condividi "Storia di Padova" su facebook o altri social media!